Crisi epilettiche

    DOMANDA

    Salve dottor Campostrini sono una ragazza di 20 anni. Volevo raccontarle la mia esperienza. Il 1 dicembre ho avuto una prima crisi di epilessia,preceduto da perdita di coscienza e tremore. A distanza di 29 giorni se ne è ripresentata una seconda,sempre con perdita di coscienza e una terza ma molto più blanda,durata solo pochi secondi.Dopo il secondo episodio ed elettroencefalogramma e TAC effettuati entrambi il giorno stesso in pronto soccorso,ovviamente con esito negativo quest’ultima,il neurologo mi ha prescritto una terapia a base di Keppra da 500mg due al gg.Dopo la terza crisi sono arrivata ad assumerne 1500 mg al di,750 al mattino e 750 la sera. Qualche giorno fa ho anche effettuato una risonanza magnetica con e senza mezzo di contrasto.Ora aspetto i risultati.Premetto che da bambina non ho mai accusato disturbi simili e altrettanto in famiglia.Nessuno soffre di epilessia insomma.Vorrei saper lei cosa ne pensa di ciò.Grazie

    RISPOSTA

    Andiamo con ordine. Il comportamento del collega è del tutto adeguato alle norme di buona pratica clinica e lo condivido pienamente. Il farmaco prescrittole, in assenza di eventuali effetti collaterali, può (e dico può perchè non sempre la risposta al primo farmaco introdotto, scelto per altro in base dei criteri di tipologia delle crisi, al sesso-nelle donne dobbiamo tener presente la doppia possibilità di una contraccezione o di una gravidanza-. Non fa menzione del tipo di crisi (ce ne sono moltissimi, anche se comunemente si intende come crisi epilettica solo la convulsione) e quelli possono orientare meglio nelle indicazioni al radiologo su zone specifiche da studiare, o a programmare degli EEG con montaggi particolari e anche nella diagnosi di una particole sindrome. La familiarità esiste solo nel 15-20% dei casi,mentre nella restante parte le cause sono le più disparate dalle lesioni occupanti spazio (escluse nel suo caso) ad alterazioni strutturali della corteccia legate ad anomalie di sviluppo della corteccia che si verificano nella vita intrauterina fino a forme che si presentano solo uin un certa fascia di età ) lei potrebbe rientrare anche in questa fascia. Ci sono poi persone che presentano una ipereccitabilità della corteccia cerebrale che si scatena solo in peculiari casi ( mancanza di sonno, qualche bevuta in più). Come vede le cose da valutare sono tantissime e spesso, almeno all’inizio,non è facile dare un inquadramento chiaro e lineare tale da poter dire “lei ha questo e questo”. I primi mesi, quando si fanno gli esami di definizione ed eventualemtne se ne programmano altri più raffinati ( una video EEG ad es, se servisse, ma ci vorrebbero parecchie crisi, il che non mi sembra il suo caso)