DOMANDA
Buonasera dottoressa,
ho tanto bisogno di un suo consiglio.
Sono la mamma di un bimbo di tre anni che ha un ritardo del linguaggio. E’ capace di dire tante parole ma non formula ancora delle frasi. Al riguardo pero’ il pediatra mi ha sempre rassicurata dicendomi che ogni bimbo ha i suoi tempi e comunque e’un bimbo molto sveglio e maturo.
La mia preoccupazione pero’ al momento e’ un’altra.
Da circa 2 mesi e’ nato il fratellino e due settimane dopo la nascita l’ho inserito all’asilo. Da quel momento mio figlio e’ molto cambiato. Non e’ mai stato un mangione ma ora e’ davvero inappetente, se lo sforzo vomita tutto (in una giornata puo’ capitare di vomitare anche tre volte; dorme male, spesso piange durante il sonno; piange per un nonnulla, non posso sgridarlo che subito prende il suo pupazzo preferito e lo abbraccia piangendo; a proposito del pupazzo e’ diventato un’ossessione, se lo porta ovunque non se ne separa proprio mai e mi proibisce di lavarlo. Ultimamente poi si rifugia spesso sotto il tavolo della cucina, cosa che non aveva mai fatto. E mi ripete in continuazione “asilo no, asilo brutto”. Se gli chiedo qualcsa delle maestre o degli amichetti dice sempre “belli” ma asilo brutto.
La mia domanda e’: faccio bene ad insistere a mandarlo all’asilo o e’ meglio rimandare? Sono preoccupata soprattutto del fatto che non essedo capace di riferirmi quello che accade non riesco a capire se viene in qualche modo trattato male.Cosa mi consiglia?
RISPOSTA
Cara Mamma,
il suo bambino soffre sicuramente di gelosia fraterna, un conflitto molto frequente, fisiologico, ma poco considerato e sottostimato e che può causare non poche sofferenze come il suo bambino le manifesta.Per il suo piccolo si sono associate due circostanze delicate: la nascita del fratellino ed il concomitante inserimento alla scuola materna con il duplice impegno di lasciare la sua casa dove la mamma sta con un bambino nuovo e di affrontare la scuola con nuove richieste e una necessità di autonomia non facilitata dal ritardo della funzione linguistica.Le consiglio di avere tanta pazienza, di accettare che il bambino a casa possa regredire un po’ insieme al fratellino e non mi preoccuperei se manifesta comportamenti da bambino più piccolo , ma li accoglierei come un’ espressione di richiesta di conferma della presenza e dell’affetto dei genitori. Lo coinvolgerei nelle attività con il fratellino dandogli il suo posto e non trattandolo troppo da grande perchè in questa fase non lo potrebbe sopportare e si sentirebbe escluso. Questa fase passerà e se voi lo accogliete insieme all’altro riuscirà a riprendere il suo cammino di crescita e a vedere il fratellino come un affetto importante e non come un rivale.
Cari auguri
Prof. Elisa Fazzi