DOMANDA
Salve, dopo un esame EMG, ho portato il referto al mio medico, che purtroppo mi ha dato delle risposte un po vaghe, potrebbe gentilmente consigliarmi qualcosa a riguardo?
Ai muscoli retto anteriore, vasto mediale e vasto laterale del quadricipite femorale di sinistra è presente a riposo attività spontanea di denervazione 4 ed alla contrazione volontaria massima si registrano tracciati di tipo semplice con singole oscillazioni di 1-2 potenziali di unità motoria di 1-4 mV, semplici, di durata aumentata, pulsanti e frequenze elevate. Ai mm. tibiale anteriore, peroneo lungo, estensore lungo delle dita del piede ed estensore proprio dell’alluce di sinistra è ancora presente a riposo ricca attività spontanea di denervazione ed alla contrazione volontaria massima si registrano tracciati di transizione abbastanza povera ed irregolare, con 3 potenziali di unità motoria predominanti, di 2-4 mV, spesso polifasici, di durata aumentata, pulsanti a frequenze talora elevate. Al m. gemello interno di sinistra infine alla contrazione volontaria massima si registrano tracciati di transiozione abbastanza ricca con 4 potenziali di unità motoria di 1-3 mV, semplici o poco polifasici, senza frequenze elevate evidenti.
IN CONCLUSIONE: questo reperto EMG evidenzia i segni di una denervazione parziale ai distretti muscolari corrispondenti ai territori radicolari di L4 (di grado molto marcato) ed L5 (di grado abbastanza marcato)
La denervazione presenta ovunque un aspetto cronico.
RISPOSTA
gentile Mobeee
quello che le posso dire è che il referto della EMG è molto preciso.
Posso consigliare qualcosa dal punto di vista motorio qualora lei abbia riscontrato una diminuzione delle dimensioni dei muscoli.
Meglio farebbe se andasse personalmente in un ambulatorio di fisioterapia.
L’esercizio che le consiglierei è di esercitare da in piedi il cammino sulle punte e sui talloni alternandoli per alcuni minuti prima uno poi l’altro almeno 10 volte. Non lo faccia se non ha l’equilibrio necessario. Con questo impegno motorio dovrebbe lentamente attivare la reinnervazione incrociata, se possibile, e quindi ritrovare un equilibrio per quanto riguarda l’atrofia. La sofferenza cronica dei rami nervosi di cui soffre non credo che migliorerà.
Ne riparli con il suo medico.
Filippo Cavallaro