Perdita di peso ed ossessione con abbuffate

    DOMANDA

    Buona sera dott. Mian, mi chiamo Angela ho 32 anni, peso 43 kg e sono alta 1.59.
    La contatto per chiderle un consiglio riguardo il mio problema alimentare. In breve: ad aprile2012 pesavo 57 kg, sono andata da un nutrizionista e ho perso piu’ di 10 kg. All’ inizio ho seguito bene la sua dieta poi ho iniziato a mangiare sempre meno e al 90% solo verdura. Tutto cio’ ormai da qualche mese. Mi sono sempre concessa dei premi in quantita’ moderate sia salati (es pizza) che dolci nel fine settimana. Ma da qualche tempo le mie eccezioni sono diventate piu’ frequenti accompagnate da grandi abbuffate con una voglia irrefrenabile di mangiare per arrivare a soddisfarmi. Se mi impongo di non agire cosi’ mi viene un senso di frustrazione, vado in crisi e mi sento insoddisfatta. Per il momento mantengo i miei 43 kg anche perche’ tutto cio’ si e’ presentato da poco e perche’ faccio attivita’ fisica 2 volte/sett. Ho la fobia di ingrassare e oltre tutto dopo aver mangiato all’abbuffata mi viene un terribile senso di colpa. Vorrei sapere cosa ne pensa.. Io sono molto confusa e spaventata. Si puo’ parlare di bulimia nel mio caso? Avrei bisogno di un supporto psicologico o crede sia possibile gestirlo da sola questo problema? Ho molta paura del futuro.
    Grazie infinite per il suo tempo dedicatomi
    Angela

    RISPOSTA


    Cara Angela,

    penso che il suo quesito possa essere utile a quanti, e purtroppo sono tanti, si trovano nella sua stessa condizione.

    Il problema che mi pone ha a che vedere con il comportamento verso l’alimentazione e non puo’ essere affrontato, come ha fatto inizialmente, consultando unicamente chi le puo’ fornire una dieta.

    In questo momento, le sue preoccupazioni e timori di riprendere il peso perduto, sono relativi alle sue emozioni, pensieri e comportamenti e quindi, di interesse unicamente psicologico.
    Mi auguro che non abbia esternato, gia’ in fase di stesura della dieta, questi timori.
    Se invece lo avesse fatto, il nutrizionista non avrebbe rilevato preoccupazioni ed eventuali ossessioni che, con una dieta magari restrittiva, potevano preparare il terreno per la situazione che riferisce nella domanda che mi pone.

    In questo momento, infatti è giunta da un indice di massa corporea di 22.55 (normopeso) ad uno di 17.01 (sottopeso).
    Per valutare meglio di cosa sto parlando le consiglio questo link: http://www.emanuelmian.it/b.m.i..html

    Le consiglio caldamente di valutare immediatamente le dinamiche che hanno comportato il raggiungimento di uno stato, quale il sottopeso, non positivo per la sua salute e benessere psicofisico.

    Ha ristretto il cibo sino a limitare la sua alimentazione nell’ultimo periodo, per timore di aumentare di peso o nel desiderio di diminuirlo, nutrendosi quasi essenzialmente di verdura.

    Si premia con il cibo e talvolta perde il controllo e si abbuffa, cioè si alimenta maggiormente e velocemente di tutto cio’ che in quel momento sembra soddisfarla.

    Sicuramente non la verdura.

    Non si sarà abbuffata di verdura perché, secondo quanto mi dice, questa se la “consente e concede”.

    Da un controllo magari molto rigido, alterna momenti di discontrollo che la gettano nello sconforto, senso di colpa e frustrazione e cosi’ via.

    Un ciclo che comunemente chiamiamo pattern digiuno/abbuffate.

    Ciclo che, se non interrotto, puo’ diventare una scomoda abitudine inizialmente ed un reale e serio disturbo del comportamento alimentare poco dopo.
    La dieta doveva essere monitorata costantemente anche soprattutto in fase iniziale relativamente alle motivazioni ad intraprenderla.

    Da quanto mi dice ha perso circa 14kg. Indubbiamente troppi.

    Si chieda a cosa le serviva perdere quel peso, cosa voleva risolvesse e che probabilmente non ha risolto.

    Si accorgerà che ci sono anche emozioni legate ai momenti in cui si alimenta, e le consiglio di usare un diario alimentare per vedere già da sola (in seguito con uno psicologo) in quali momenti e che emozioni/pensieri ha nei momenti in cui si alimenta con meno controllo.

    Può trovare il diario alimentare che solitamente do ai miei pazienti qui: www.emanuelmian.it/DIARIOALIMENTARE.PDF

    Dovrebbe indagare, quindi, insieme ad uno psicologo della sua citta’ (esperto in disturbi alimentari e che applichi la terapia cognitivo-comportamentale) la specificità del suo problema ed eventualmente attuare un piano terapeutico.

    Non è questa la sede quindi per fare una diagnosi, ma segua il mio consiglio di lasciarsi aiutare.

    Può comunque nel frattempo leggere qui cosa siano i disturbi alimentari:http://www.anoressiabulimia.it

    Può fare molto, e vivere bene il rapporto con il cibo ed il corpo.

    Le auguro ogni bene e spero di esserle stato utile.



    Emanuel Mian