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    DOMANDA

    Gent.mo prof. Sciarra
    Ho letto che il direttore della ricerca di base del Memorial Sloan Kettering Institute di New York un lustro fà ha ” scoperto” una cura (associazione di interferone e rapamicina) sperimentata sia nelle cavie sia nell’uomo che si è dimostrata efficace contro il tumore della prostata agendo sull'”acceleratore” e sul “freno” della riproduzione delle cellule. Può gentilmente far conoscere il Suo pensiero su questa cura e lo stato attuale della scoperta? Grazie Cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Buongiorno,
    molti sono i tentativi di cura per il tumore della prostata e molti saranno ancora. Molti al’inizio hanno fatto ben sperare ma poi purtroppo sono stati abbandonati.
    Il trattamento di cui mi parla, al momento non viene generalmente utilizzato dagli oncologi come terapia del tumore prostatico , ne e’ particolarmente raccomandato dalle linee guida.
    Il concetto di questa combinazione sta’ nell’uso dell’interferone (altri tentativi simili sono stati eseguiti con analoghi della somatostatina) come farmaco che dovrebbe rendere le cellule tumorali prostatiche nuovamente sensibili ad una terapia citotossica, e la rapamicina come farmaco citotossico.
    Il razionale e’ molto interessante; questa terapia sarebbe indirizzata a pazienti comunque con un tumore prostatco che non risponde piu’ alla classica terapia di blocco androgenico e non in fasi piu’ precoci.

    Cordiali saluti
    Prof Alessandro Sciarra
    Coordinatore di Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ Sapienza
    Roma