Terapie connettivite mista

    DOMANDA

    Buongiorno prof. Ferri,
    Sono un uomo di 45 anni, nel 1997 mi è stata diagnosticata una connettivite indifferenziata, poi corretta in connettivite mista.
    Importante fenomeno di Raynaud, xerostomia, xeroftalmia, artralgie diffuse con contratture e “indurimenti” muscolari dolorosi circoscritti, che non saprei ben definire.
    Inizialmente solo aulin al bisogno, dal 2010 cardioaspirina e vari farmaci per alleviare il raynaud, tuttavia a causa degli effetti collaterali e dal momento che pratico sport e la mia resistenza alla fatica è già ridotta, preferisco evitarli.
    Soffro anche di stati ansioso-depressivi e assumo venlafaxina, inoltre eutirox 50 mcg da quando (un anno fa) mi è stata disgnosticata una tiroidite autommune, pur in assenza di ipotiroidismo.
    Premesso che le ultime indagini strumentali non mostrano segni di sofferenza degli organi interni, da inizio anno i sintomi a carico di muscoli, tendini, articolazioni sembrano aumentati, con picchi dopo12-24 ore.
    La notte ho frequenti crampi ai muscoli delle gambe e sensazioni di “tremolio” (credo si chiamino fascicolazioni).
    Ho pensato che forse è il caso di non rimandare l’inizio di una terapia di fondo.
    Che cosa ne pensa? Ci sono secondo Lei evidenze che l’utilizzo di farmaci in modo più sistematico e strategico possa servire anche ad evitare, soprattutto nel medio-lungo termine, comlpicazioni più gravi?
    Grazie per l’attenzione, le sarò grato se vorrà esprimere il suo pensiero.
    Saluti cordiali.

    RISPOSTA

    La sua sintomatologia indirizza genericamente (non mi comunica i dati di laboratorio compresi gli autoanticorpi, nè strumentali quali ad esempio la capillaroscopia) verso una connettivite probabilmente associata ad una fibromialgia nel contesto del suo stato ansioso-depressivo.
    La lunga durata dei sintomi senza un impegno evidente a carico degli organi interni fa pensare che si tratti di una forma non particolarmente grave e progressiva di connettivite.
    L’utilità di una ‘terapia di fondo’ o di qualsiasi terapia mirata deve essere valutata sulla base di una ben precisa diagnosi e dell’insieme di manifestazioni cliniche attualmente presenti.