DOMANDA
Buona sera,
ho 33 anni, sono sempre stata in buona salute; ad ottobre 2011 sono stata ricoverata in ospedale per un attacco di asma bronchiale. Facendo la dovuta premessa, ovvero che al tempo ero una forte fumatrice, soffrivo di questa fastidiosa tosse con fischio, non avevo però mai sofferto di asma, nè io nè nessuno in famiglia. Sono stata dimessa dopo ciclo di antibiotico e cortisone per via venosa, con una cura a base di Symbicort 320/9, che sono riuscita a farmi scalare, su mia inistenza a maggio con Symbicort 160, poichè il 320 mi ha causato fortissimi fastidi, dai reni all’esterno con sfoghi svariati sul viso. La dottoressa del mio ospedale sostiene che non ci sono controindicazioni all’uso del cortisone. Mi sono rivolta ad una dottoressa omeopata che mi ha prescritto una cura e una dieta, imputando il problema dell’asma non ad i polmoni, che ad oggi risultano perfettamente a posto, anche per capacità polmonare, ma allo stomaco. Con la dieta e l’omeopatia, la situazione è molto migliorata, ma in ospedale non vogliono assolutamente togliermi il cortisone, nè curarmi con altre sostanze, nonostante abbia chiaramente detto che il cortisone mi sta provocando molti effetti collaterali. Quello che vorrei chiederle è: è vero che non esistono cure diverse dal cortisone per l’asma e che dovrò prenderlo tutta la vita? E’ possibile che effettivamente il mio sia un problema di digestione e non di polmoni? Che consigli mi può dare per le prossime visite? Grazie in anticipo!
RISPOSTA
La prima cura dell’asma è la terapia cortisonica, non esistono dubbi a proposito, ma bisogna precisare che la terapia cortisonica attuata è locale e ha scarsissimi effetti collaterali. Dubito fortemente che i sintomi che lei rifersice possano essere ascrivibili alla cura che ha attuato. L’asma è una malattia cronica e pertanto la cura dura per tutta la vita. L’asma è una malattia dei bronchi, strutture anatomiche che non sono nello stomaco ma nei polmoni.Cordialità.