DOMANDA
Egregio Professore,le scrivo per un suo consiglio.Dopo due interventi all’ernia del disco ,ho un problema alle aderenze cicatrizzali. Mi è stato consigliato dopo l’ultima visita medica di sottopormi ad una peridurolisi con la tecnica palloncino di Fogarty.
Secondo la sua esperienza medica, questa tecnica è sicura oppure esiste un altro modo per intervenire? Io abito vicino Roma, eventualmente potrebbe consigliarmi dove e a chi potrei rivolgermi per risolvere la mia sofferenza, che dura ormai da due anni. La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei cordiali saluti.
RISPOSTA
Gent.ssima sigra reputo che per il suo dolore il collega presso cui si cura le abbia già attuato un trattamento farmacologico a base di Oppiacei ed eventuale uso di Lyrica o gabapentin … se questa prima fase non la sopporta o non ha ottenuto un beneficio o seppur ha un beneficio voglia provare a togliere le condizioni che causano il dolore, allora ( qualora come penso non vi siano altre cause Acute es. Re-erniazione ) il primo passo ( prima di giungere a trattamenti con inserimento in situ di elettrodi per stimolazione spinale ) è senz’altro quello di eseguire una procedura Endoscopica denominata Epidurolisi – la tecnica come tutte le procedure invasive espone ad un rischio che però è sufficientemente basso e certamente minore di procedure a maggior invasività : però deve sapere che seppur basso un rischio nelle pratiche sanitarie invasive c’è sempre ma in genere facilmente dominabile con una attenta analisi che devono escludere la presenza di malattie di natura oculistica ( tipo retinopatie e glaucoma ..) oppure esiti di interventi al cervello o presenza di danni neurologici ancora in fase di studio o epilessia o emicrania grave ..o infezioni nella sede chirurgica o utilizzo di anticoagulanti – La procedura che se il collega effettua un uso di Fogarty è una pratica che ben conosco poichè lo messa a punto io ed è un primo passo – assieme al Fogarty in caso di briglie resistenti si deve usare anche un Resettore chirurgico denominato Resaflex o altro ma se però il collega non è attrezzato a questo uso di resettore può procedere in due maniere : fare il primo tempo di esplorazione e uso di Fogarty e vedere se è sufficiente e poi se non avrà beneficio si sottoporrà ad un secondo tempo con uso di Resaflex che potremmo attuarle noi – o procedere direttamente con tecnica fogarty e resaflex così da essere sottoposti un unica volta al procedimento qualora ve ne sia necessità. La tecnica è molto utile nelle pazienti con problemi come i suoi con esiti positivi , se ben condotta , di contenimento superiore al 60 % del dolore e miglioramento dello stato di sofferenza dei nervi ; se non vi sono tutti gli elementi di cautela di cui le dicevo e se non vi sono terapie farmacologiche a cui risponde completamente senza problemi , quindi le consiglio di iniziare a provarla e se avesse necessità di suggerimenti ulteriori mi contatti pure a isal@fondazioneisal.it