tumore alla prostata

    DOMANDA

    Salve dott. Gaboardi, abbiamo già avuto modo di conoscerci in quanto ha operato mio suocero un anno fa per un tumore alla vescica, in questo caso voglio chiedere un consulto per mio papà,ha 67 anni e da un pò i valori del psa erano alti e variavano da 7,50 fino a 9,62, siccome abita ad Avellino, ho deciso di fargli fare una visita al san raffaele di Milano (abitando io vicino),e dopo aver fatto una transerettale,risultava prostata ingrossata,è stato prescritto il bactrim per 15 gg, ma dopo un mese il psa si era abbassato di pochissimo,il medico quindi ha deciso di intervenire con una biopsia prostatica fatta a settembre,dopo la quale,ha avuto un infezione nel sangue con valori molto alti e quindi febbre altissima e ha fatto una settimana in ospedale con antibiotico e tachipirina endovena e i residui post biopsia ci sono ancora (bruciore e sangue nelle urine).Premetto mio padre è cardiopatico con 1 bypass e 6 angioplastiche. Settimana scorsa sono arrivati gli esiti e la biopsia è risultata positiva, il medico parla di un tumore intermedio (medio basso), e ci ha dato due opzioni: radioterapia mirata per 60 gg (ma con il rischio che qualche focolaio possa risvegliarsi) oppure intervento chirurgico non robottizzato perchè mio padre è cardiopatico,quindi con taglio e asportazione totale della prostata e con rischio di incontinenza quasi scontata.Lei cosa mi consiglia di fare? Mi aiuti a capire se è giusto o ci sono altre soluzioni.
    Grazie mille

    RISPOSTA

    In effetti le opzioni possibili sono radioterapia o intervento chirurgico . Non darei scontata se non fatta robotica l incontinenza . L intervento può essere anche fatto laparoscopico oltre che a cielo aperto . Penso sarebbe saggio far valutare il papà da un anestesista e poi sulla base del rischio anestesiologico decidere il trattamento da farsi