DOMANDA
Buongiorno dottore, sono una ragazza di 25 anni affetta da fibrosi cistica. A causa di questa malattia, 2 anni e mezzo fa ho subito un trapianto bipolmonare, e da allora ho dovuto intensificare la terapia per bocca di svariati farmaci ( da antirigetto, ad antibiotici,antifungini,integratori etc..) che gia prima dell’intervento era sostanziosa. Circa 1 anno e mezzo fa mi hanno diagnosticato un rigetto cronico lieve (bronchiolite cronica) e dopo vari accertamenti, i miei dottori sono giunti alla conclusione che la causa del rigetto possa essere il reflusso gastrico acido che , con la respirazione , viene in contatto, anche se lievemente, con i bronchi,infiammandoli.Infatti, 5 mesi dopo mi hanno diagnosticato il reflusso gastrico (acido) in seguito ad una phmetria e ad una manometria anche se non avevo particolari sintomi. Nel giugno 2011 mi hanno fatto la fundoplicatio, ma gli effetti del reflusso per quanto riguarda la bronchiolite non sono migliorati; infatti 5 mesi dopo la fundoplicatio, rifaccio la ph metria e manometria e risulta che continuo ad avere lo stesso reflusso gastrico acido. Volevo perciò sapere se esiste una nuovo tipo di intervento che risolva questo problema o se basta riprovare con la fundoplicatio?
E’ molto importante che io riesca ad eliminare il reflusso perchè il continuo contatto dell’acido con i bronchi peggiora notevolmente le mie capacità respiratorie.
Avrebbe anche qualche consiglio su come arginare questo problema nella vita quotidiana?grazie
RISPOSTA
Molti studi recenti hanno confermato che il reflusso nei trapiantati polmonari purtroppo favorisce il rigetto. La fundoplicatio, se fatta bene, annulla il reflusso. Se però la pH-metria nel suo caso è ancora patologica, temo che la cosa migliore sia un’intensa terapia con IPP piuttosto che una nuova operazione. Le segnalo che peraltro i centri italiani con una sufficiente esperienza nelle re-do operations non sono molti.