DOMANDA
Buonasera dottore,
Ho letto che una cheratoplastica perforante ha una sopravvivenza (cioè una capacità di rimanere trasparente e di essere quindi otticamente valida) con una percentuale complessiva di oltre il 90% a un anno dall’intervento, ma scende al 74% a cinque anni dall’intervento, e al 62% a dieci anni dall’intervento, e poi continua sempre via via a diminuire. Io vorrei chiedere per quale ragione esattamente, oppure per quali ragioni esattamente una cornea trapiantata non ha una durata analoga a quella di una cornea originale sana, e non dura quindi verosimilmente per tutta la vita come appunto una cornea originale sana?
Questo discorso della sopravvivenza mi preoccupa davvero.
In attesa di una risposta le porgo cordiali saluti
RISPOSTA
Vorrei saperglielo dire… In verità non sempre le cose vanno per il peggio e Le posso portare innumerevoli casi di trapianti perfetti a 40 anni dall’operazione. Tuttavia va considerato che il trapianto è quasi sempre effettuato su malattie corneali croniche che continuano ad agire anche dopo l’operazione chirurgica, non essendo essa diretta verso la causa della malattia, ma verso i suoi effetti (l’opacizzazione della cornea). Inoltre con il trapianto non si può sostituire tutta la cornea, ma solo la sua parte centrale: quella periferica può continuare a degenerare, coinvolgendo nel peggioramento anche la porzione centrale sostituita. Cari saluti, Alessandro Galan