DOMANDA
Gentmo prof. Scardino mi riferisco alla Sua gradita (mutamento fisico) nella quale imputa il mio mutamento fisico all’assunzione e al dosaggio del Casodex e consiglia di rivolgermi al mio urologo per considerare una terapia intermittente. E colpa mia non sono stato molto preciso nella formulazione del quesito Il mio ca prostatico con G.S 7 ( 4+3) scarsamente differenziato nonostante appunto l’assunzione del casodex e di una iniezione mensile di acido zoledronico (da me non menzionata nella precedente mail) ha dato luogo secondo l’oncologo dopo 2 anni e mesi a VEROSIMILI SECONDARISMI Ora considerare come da Lei suggerito una terapia intermittente mi terrorizza E’ vero che il psa è basso 0,012-0,015 dal 2009 ma stare con un Cap mediamente aggressivo e scarsamente differenziato e con VEROSIMILI SECONDARISMI senza alcuna “protezione” mi lascia atterrito Che cosa mi può dire al riguardo?
RISPOSTA
la terapia intermittente è consigliata anche nei pazienti con secondarismi.
la terapia intermittente dovrebbe:
1- ritardare la comparsa della ormonorefrattarietà
2-migliorare la qualità della vita.
Per farla bisogna non aver paura dei rialzi inevitabili del PSA