Paura di diventare madre

    DOMANDA

    Buongiorno! Sono una donna di 36 anni, felicemente sposata da pochi mesi con uomo meraviglioso che amo intensamente! Inizio ora seriamente a pensare di fare un figlio e…il problema è proprio questo! Il solo pensiero mi spaventa, mi rende ansiosa e ostile anche nei confronti dei bambini degli altri (prima non era così…). Ho provato a fare un’ autoanalisi è ho pensato che forse ho paura di perdere la mia libertà, i miei spazi e anche la mia forma fisica. Tutte cose che fino ad oggi mantengo e a cui sono legata!…Forse ho paura di prendermi una responsabilità troppo grande! Più grande di me! Mi vergogno a dirlo ma mi passa anche il pensiero bruttissimo di poter fare del male ad un figlio…Tutti questi pensieri mi rendono triste anche perchè in realtà vorrei tanto una famiglia con dei bambini! Da cristiana sono arrivata a pregare Dio di aiutarmi!…Le chiedo un consiglio e un parere da donna e da medico! Grazie! Cordiali saluti.

    RISPOSTA

    A fare paura è spesso ciò che non si conosce e quanto si proietta in un futuro probabile, ma anche incerto. A spaventare è – in linea generale – il timore di perdere e – in molti casi – di non riuscire a ‘ritornare come prima’.
    Ciò vale per le scelte lavorative, di studio e anche quelle di vita e naturalmente si associa a fenomeni assolutamente naturali quali i cambiamenti legati al tempo o all’evolversi del mondo.
    Sempre si può perdere o guadagnare e sempre c’è un discreto margine di incertezza.
    Ritrovarsi mamma ! Quale novità e chissà quali cambiamenti nella propria vita e in sé .
    Il ‘nuovo’ può motivare e quindi attrarre, ma può anche spaventare .. Ciò non deve stupire ! E’ nella nostra natura essere ambivalenti ovvero provare emozioni contrastanti sia per i fatti presenti e le persone reali che per quelli futuri e le persone immaginarie,.. che risultano appunto ‘desiderate e temute’ nel contempo.
    Ogni mamma o aspirante tale prova emozioni contraddittorie e forti !
    Ed è proprio a partire dallo spessore di questo vissuto emotivo che la vorrei fare riflettere.
    Le emozioni e i pensieri ideativi associati che lei ben riporta ‘ci dicono chi siamo’ e ci suggeriscono ‘ciò a cui teniamo’.
    Emozioni forti riflettono un forte investimento.. Non importa che sia una forte paura o rabbia o un forte entusiasmo. Una emozione intensa ci suggerisce che una parte di noi sta investendo.
    Forse lei teme non solo le eventuali perdite o cambiamenti (nei ritmi di vita, nelle relazioni.), ma anche di faticare a gestire il nuovo.. Sicuramente incontrerà – come tutte – delle difficoltà, perplessità. dei momenti di scoraggiamento, ma probabilmente scoprirà anche di sapersi mettere in gioco e di poter dare espressione a delle dimensioni di sé che finora non le erano appartenute.
    La invito quindi ad accogliere il suo vissuto emotivo e a farselo amico, accettando le emozioni e cogliendo da esse l’invito a conoscersi per viversi.
    Non si lasci ‘spaventare dalle sue paure’.
    Lei non è le sue emozioni, ma queste possono essere delle profonde alleate per conoscere se stessa, ora.
    In effetti ciò che prova, pensa, progetta è ‘adesso’.. Il futuro non è detto che le riservi lo stesso tipo di emozioni, anzi spesso non è così.
    Prima di affrontare un compito (ne immagini uno quotidiano.) attiviamo una serie di aspettative, preoccupazioni, tensioni che si sciolgono una volta superato il momento.. E’ l’effetto ‘ma era facile ! Niente di che !’.
    Si ricordi quindi che ciò che prova ora sono ‘le emozioni prima’ non quelle ‘durante e dopo’.
    e che può anche provare ad esprimere ad altri o a se stessa le sue incertezze (magari tramite un diario). Spesso dare una coerenza testuale o comunque espressione verbale al proprio turbamento aiuta a fare chiarezza in sé.
    E soprattutto si sorrida .. Diventare mamma è un’impresa, una ‘nascita’ che coinvolge il figlio/la figlia, ma anche e soprattutto i genitori.
    Mamma e papà si diventa imparando anche per prove ed errori e mettendosi in gioco attraverso il confronto con le diverse età del crescere.
    Ogni crescita è un ‘perdere’ ciò che si era per ‘conquistare’ ciò che si sarà. che possiamo anche immaginare, ma che spesso risulterà ben diverso dalle originarie e magari anche temute proiezioni.
    Il mio augurio per lei è quello di guardare con serenità ai suoi orizzonti, anche in compagnia del consorte, e di muoversi pian piano verso il nuovo, forse l’ignoto, lasciando che le nuove impronte sostituiscano le precedenti .. Vedrà che con il tempo riuscirà a gestire e normalizzare l’ambivalenza, le paure e le speranze, le gioie e le preoccupazioni.. Proprio come un bimbo che un minuto piange e il successivo è già sorrisi..
    Non abbia fretta, ma neppure si lasci sovrastare dalle emozioni.cammini sicura e vedrà che la vita le svelerà più di quanto lei avesse mai potuto immaginare.