DOMANDA
Buongiorno dottor Menarini, la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione. Sono una ragazza di 19 anni e da diversi anni mi capita di fare sempre lo stesso sogno: mi trovo a scendere le scale della casa di mia nonna in maniera repentina poiché sento alle mie spalle una presenza che vuole farmi del male. Tengo a precisare che la casa di mia nonna si trova in un palazzo storico con molte scale ripide e con un grande portone ed è legata anche alla mia infanzia in quanto sono nata ed ho vissuto lì per circa 10 anni.
Non ho mai saputo chi mi inseguisse e non sono mai riuscita ad arrivare al portone per scappare dato che mi svegliavo prima; stanotte però, ad esattamente 9 mesi dalla morte di mia nonna, ho sognato di trovarmi in quella casa con dei genitori che non corrispondono alla realtà e di essere vittima da anni di abusi da parte di “mio padre” con cui stavo avendo un litigio violento avendo deciso di andare via di casa; a un certo punto lui accetta la mia decisione e mette le mie valigie sulle scale, però quando io sto per andare via il suo volto da crudele diviene più gentile e mi chiede di rimanere; io conoscendo le sue reazioni violente fingo di accettare ma appena rientra in casa con le valigie inizio a scendere velocemente le scale, come negli altri sogni per arrivare al portone e fuggire da quell’uomo; riesco ad aprirlo e in un bar vicino incontro una mia amica a cui decido di raccontare tutto ma mi sono svegliata. Qual è il perchè di un sogno così angosciante?
RISPOSTA
Cara Lettrice,
lo schema narrativo del Suo sogno fa parte della tradizione onirologica dei sogni tipici ed esprime, a livello rappresentativo scenico, una dinamica psicologica che accompagna la nostra vita a partire dall’infanzia. Secondo il grande studioso Franco Fornari, la mente del bambino elabora tutte le esperienze del mondo familiare cercando di risolvere le emozioni complesse che riceve da quel mondo. A livello cognitivo si tratta delle prime formulazioni mentali del concetto di “buono” e di “cattivo” che accompagnano le caratterizzazioni emotive del mondo infantile. È soprattutto attraverso le favole che questi concetti vengono elaborati. Si tratta delle nozioni di “buona famiglia interna” che nella favola è rappresentata dai genitori buoni che accudiscono la bambina o il bambino e di “cattiva famiglia interna” rappresentata da genitori cattivi o adottivi che tendono, invece, ad allontanare il bambino. Nei sogni, la “cattiva famiglia interna” viene messa in scena da personaggi inquietanti, spesso irriconoscibili, mentre la “buona famiglia interna” da personaggi che incarnano i bravi genitori. Nel Suo sogno ricorrente il mondo familiare dell’infanzia è rappresentato dalla casa della nonna che viene ad essere invasa da un personaggio cattivo che La insegue e che Le impedisce di fuggire dal labirinto emotivo familiare. Nel Suo ultimo sogno, invece, è come se la presenza cattiva assumesse le sembianze della figura paterna. Secondo Fornari, a livello di psicologia dell’età evolutiva, è il padre che spesso si assume il peso di dover interpretare un personaggio cattivo così come durante le feste natalizie interpreta il personaggio buono di Babbo Natale.