DOMANDA
Salve dottore, ho 58 anni e godo in generale di buona salute, ma conduco una vita totalmente sedentaria e sono sovrappeso (100kg per 1,85m). La mia colonna vertebrale nella zona lombosacrale presenta ernie da circa 20 anni (nel tempo le ernie sono aumentate fino a 4: L2-L3, L3-L4, L4-L5 e L5-S1). 9 anni fa sono stato operato (L4-L5), ma l’ernia si è riproposta. 20 gg fa ho avuto un attacco forte controllato con bentelan e diclofenac. Superata la fase acuta, il dolore è rimasto presente soltanto quando sono in piedi, anche dopo appena 5 min. Esso parte dal fianco anteriore dx (a volte anche posteriormente) e si irradia lungo la coscia fino ad interessare tutto il ginocchio. Appena mi siedo o mi stendo, nel giro di max 15′ il dolore si affievolisce per poi lasciare solo un indolenzimento. Il dolore è decisamente debilitante: non posso camminare, devo lavarmi seduto, ecc.. Su indicazione del neurochirurgo ho sospeso ogni terapia. Dalla RMN risulta, nel confronto con quella di 2 anni fa, un netto miglioramento di tutte e 4 ernie rendendo inspiegabile (secondo i medici) il dolore. Devo dire che da anni accuso una sintomatologia simile: durante lunghe camminate mi si presenta un dolore lombare che dopo pochi minuti di riposo scompare consentendomi di riprendere. Posto che la causa è sicuramente collegata ad una sofferenza della radice L3, ma non è conseguenza dell’ernia L3-L4 (secondo la RMN), quale potrebbe essere la diagnosi? Quali altre indagini potrei fare? Grazie
RISPOSTA
Da tanti anni soffre di lombalgia e, da quello che mi ha raccontato, finora in presenza di dolore si è preoccupato solo di ridurre i sintomi e non la causa.
Ora nella sua condizione non è necessario eseguire altri indagini diagnostiche o ricercare terapie passive in grado di ridurre il dolore ma deve a poco a poco imparare quello che serve per migliorare la funzionalità della sua colonna vertebrale.
Innanzitutto deve conoscerla, sapere come è fatta, come funziona per non azionare costantemente il meccanismo che produce il dolore.
INFORMAZIONE: deve conoscere le benefiche curve fisiologiche della colonna vertebrale.
La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare è dovuta alla riduzione o rettificazione della lordosi che è la curva fisiologica, benefica, normalmente presente a livello lombare.
La presenza di tale curva aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Essa è pertanto benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
La rettificazione della lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno.
La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide lombare più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose:
1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione;
2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione.
Come conseguenza degli esercizi degli esercizi di estensione dovrebbe verificarsi la centralizzazione del dolore: cioè, il dolore percepito lateralmente (fianco destro) e distalmente dal centro della colonna vertebrale (coscia destra) si sposta in una posizione più centrale o comunque più vicina alla colonna vertebrale.
Dopo aver imparato a controllare la sua lordosi lombare, per stare bene deve imparare a mantenerla nelle posture, nei movimenti, negli sforzi e nel riposo.
DIFFICOLTà NEL CAMMINARE A LUNGO. Normalmente in chi soffre di lombalgia i sintomi aumentano in posizione seduta e si riducono camminando. Nel suo caso avviene l’opposto. Questo potrebbe essere semplicemente dovuto al fatto che Lei non è allenato.
Oppure, potrebbe essere dovuto alla riduzione della sua lordosi lombare (per camminare occorre estendere il rachide lombare e lei non è abituato a farlo).
Oppure, i sintomi potrebbero essere dovuti alla presenza di stenosi del canale spinale lombare, dovuta all’artrosi, insorta in conseguenza di tanti anni di uso scorretto del rachide e di sovrappeso.
In tal caso, occorre, ridurre gradualmente il peso corporeo e camminare tutti i giorni riportando su di un diario dopo quanti metri o minuti insorgono i sintomi e le loro caratteristiche; con l’obiettivo di aumentare gradualmente, giorno dopo giorno, i metri percorsi senza dolore.
Nella sua situazione di sovrappeso può aiutarsi camminando con i bastoncini da Nordik Walking.
Restando a disposizione Le porgo cordiali saluti
Benedetto Toso