DOMANDA
Buongiorno, mi chiamo Massimo, ho 52 anni e, rispetto alla mia età anagrafica,non mi sento adulto.
Ho grandi ansie che mi limitano dal punto di vista sociale, non riesco a guardare negli occhi le persone senza diventare paonazzo,una cena per me diventa un incubo in cui mi concentro solo sul resistere ai sintomi come un novello Hulk o Mr.Hyde.
Il tutto inserito in un guscio pseudo normale di famiglia con 3 figli, ma anche questo non è servito a migliorarmi.
La mia vita si è svolta con il freno a mano tirato ed ora che sono di mezza età vorrei riuscire a godermi almeno quello che mi resta.
Ho affrontato in un paio di occasioni delle terapie con dei suoi colleghi ma, a parte un benessere momentaneo dovuto al confidarsi, non è rimasto molto. Pensi che in un caso, il suo giovane collega tratteneva il ridere sotto i baffi mentre raccontavo i miei seri problemi, chiara reazione nervosa che non mi aspetterei da un professionista.
Sono molto critico anche per quanto riguarda la mia vita sessuale, visto che l’ansia e l’emotività che mi porto dentro sfociano in prestazioni precoci anche a letto.
Mia moglie dice che è tutto normale, che anche gli altri hanno dei problemi ma questo non mi tranquillizza affatto.
A volte mi sembra di essermi fermato intorno ai 20 anni,gli unici 2 o 3 anni magici che ho vissuto, di essere ancora là , di avere perso o dimenticato qualcosa in quei luoghi oramai persi nel tempo.
Spero di avere una Sua risposta.
Grazie
Massimo
RISPOSTA
Non specifica se i colleghi ai quali si è rivolto le hanno proposto terapie farmacologiche o psicologiche, nè se il grado di disagio attuale comporta per lei la NECESSITA’ di un trattamento. Quanto riferisca a proposito della percezione della sua “maturità ” fa pensare ad un disturbo della personalità che complica la situazione. Due tentativi richiedono il terzo di solito..