cosa devo fare?

    DOMANDA

    A seguito della diagniosi di borsite infetta sono stato operato con asportazione della borsa circa 2 mesi fa. L’esame del liquido aspirato evidenziava stafilococco aureo.L’infezione, dopo un mese di antibiotici (eritrocina e levoxacin)non sembrava del tutto debellata.
    L’RMN ha dato il seguente esito:
    “in corrispondenza dell’oleocrano apprezzabile estesa area di alterato segnale sfumatamente ipointensa in T1, iperintensa in T2 e soprattutto STIR con lisi del profilo corticale, confermaqto al RX standard, concomita ispessimento dei tessuti adiacenti ed iperintnsità di segnale delle fibre inserzionali del bicipite brachiale. I rilievi sopradescritti sono compatibili con ipotesi di iniziale osteomielite dell’oleocrano e cospicua imbibizione edematosa circostante. Modica quantità di versamento fluido intrarticolare.”
    L’ortopedico che mi ha operato, letta la RMN, ha affermato che il radiologo è troppo allarmista, che non vede dalle foto nessuna osteomielite,che provocherebbe il rigonfiamento del braccio. Mi ha ordinato degli impacchi di argilla e mi ha detto di sospendere gli antibiotici.Il braccio però continua a fari male. Gli esami del sangue effettuati il 29/11 evidenziano un VES di 11 (con valore rif. 20) e PCR 0,86 (co valore rif. 0,50). Rpetuti gli esami il 16/12 il VES è 12 e il PCR 0,88, quindi leggermente superiori.
    Non sono molto convinto della diagnosi dell’ortopedico, quindi vi chiedo cortesemente se devo fare altri accertamenti o quale terapia seguire.
    Grazie

    RISPOSTA

    Gentile Lettore,
    premesso che non ritengo che questa possa essere la sede opportuna per esprimere giudizi su un caso come quello da Lei riportato, ritengo che la Sua situazione meriterebbe un attento riesame da parte sia di uno specialista infettivologo che di uno specialista ortopedico; sarebbe ideale un consulto tra di loro per capire qual possa essere la reale situazione infettiva attuale (superata o ancora in atto?) e stabilire, se necessario, un opportuno iter diagnostico ed eventualmente terapeutico.
    La saluto cordialmente,
    Prof. Roberto Cauda