DOMANDA
Egr. Dott. Formica Buonasera.Sono un uomo di 41 anni. Le scrivo per avere un suo parere riguardo la riparabilità della mia valvola mitralica, operazione della quale dovrò essere a brevissimo sottoposto.Dall’ecocardiogramma transesofageo le conclusioni del cardiologo sono le seguenti:
valvola mitrale con lembi ispessiti e mixomatosi con ampio prolasso del lembo posteriore (scallops P2-P3 e verosimilmente P1), con elongation delle cordetendinee senza chiari segni di rottura di corda tendinea. Anulus mitralico dilattato ( 50 mm ?) che contribuisce alla alterata coaptazione dei lembi. La color dopler jet centrale di insufficienza ad ampia area di convergenza di grado moderato severo.Ad un precendente esame ecolor dopler il risultato è stato:mitrale con pattern diastolico normale (E/A>1), rigurgito moderato severo, con area del jet 12,77 cm2, ventricolo sinistro nella norma, atrio sinistro dilattato (diametro 57×60 mm).
Mi hanno detto che faranno una toracotomia. Secondo lei la situazione è tale per cui si potrà riparare la valvola senza ricorrere alla sostituzione?
Aspetto ansiosamente una sua risposta.
La ringrazio tanto per la disponibilità
Andrea da Cagliari
RISPOSTA
Gent.mo Sig Andrea,
la ringrazio per la sua richiesta di consulto.
La patologia che interessa la sua valvola mitrale è quella che noi definiamo malattia dal Barlow e rappresenta la causa di circa il 30-40% delle valvulopatie mitraliche dei giovani nei paesi industrializzati.
L’intervento consiste nella riparazione valvolare che consiste in un approccio chirurgico a volte anche complesso, nel senso che per ottenere una buona riuscita della plastica valvolare occorre tempo, pazienza e diversi gesti tecnici sulla valvola stessa. Se la plastica valvolare mitralica ha da subito una buona riuscita, nel senso che residua un rigurgito lieve (cosa molto probabile anche in mani super esperte), allora la probabilità che la sua valvola possa durare anche più di 15 anni è molto elevata. L’alternativa sarebbe impiantare subito una protesi valvolare meccanica o biologica (nei giovani si preferisce la protesi meccanica per una maggiore durabilità a costo di una terapia anticoagulante a vita), ma nei giovani comunque è sempre meglio conservare la propria valvola ed accettare un secondo intervento successivamente. Se poi le è stato proposto l’intervento in toracotomia desta, un potenziale intervento a distanza sarebbe meno rischioso.Comunque anche il tradizionale approccio in sternotomia e assolutamente tollerato dai pazienti giovani come lei.
Per ciò che riguarda il timing chirurgico, sulla scorta dei suoi dati ecografici, non considererei l’intervento in tempi brevi (potrebbe aspettare ancora 4-6 mesi), a meno che lei non soffre di affanno, astenia, palpitazioni che le condizionano una normale attività fisica.
L’intervento chirurgico non presenta rischi chirurgici elevati
Cordiali saluti
Dott. Francesco Formica