DOMANDA
Egregia Dott.ssa,
sono al 6 mese di gravidanza ed in uno stato di forte depressione. Il mese in cui ho concepito mio figlio, ho avuto un rapporto extraconiugale, in verità per nulla voluto, anzi “subito” per alcuni pressioni psicologiche del mio datore di lavoro. All’inizio ho subito avuto dubbi sulla paternità di mio marito, ma varie indicazioni (il rapporto extra era protetto, datazione ecografica, positività del test di gravidanza dopo 3 giorni dal rapporto extraconiugale), e sulla base di consulti con la mia ginecologa e psicologa, ho capito che la paternità non poteva che essere di mio marito. Alla fine, con mio marito consenziente, abbiamo anche fatto il test del DNA prenatale che ha confermato la paternità di mio marito. Pensavo che avrei risolto il mio problema, ed invece NO. Non riesco ad essere felice di questa gravidanza, non riesco ad amare il mio bambino e pensi un po’ ho ancora dubbi sulla paternità di mio marito. Non so se devo cercare altre conferme biologiche (rifacendo il test di paternità che pure ho eseguito presso un laboratorio serio e specializzato), oppure lavorare sul mio senso di colpa. E’ forse questo che mi fa ancora avere dubbi sulla paternità? Come si combatte, è possibile superare questo terribile momento? Ho paura di non farcela.., ho anche continue crisi di pianto/attacchi di panico durante il giorno. Grazie per l’aiuto che potrà/vorrà darmi. P.
RISPOSTA
Carissima, quello che le sta accadendo a livello emotivo e che lei sta amplificando con pensieri ossessivi di controllo, ma che come vede non le risolvono l’ansia, dipende dalla colpa con cui lei issuto l’episodio sessuale extra-coniugale. Ha bisogno di elaborare quell’evento e vedere con la tecnica del follow-up (che Freud chiamava associazioni) vedere se ci sono colleganze con trauma passati. Stacchi il controllo dal presente il problema è nel suo modo di vivere la trasgressione è questo è nel suo passato.