terapia blocco androgenico

    DOMANDA

    Egregio prof. Sciarra,

    ho saputo che in caso di fallimento della radioterapia, come intervento primario nella cura del tumore della prostata, si agisce per via ormonale.

    Risulta, purtroppo, che la deprivazione androgenica abbia effetto solo per un certo periodo non ben definito.

    Potete darmi delle delucidazioni in merito? Qual e’ l’effettivo periodo di efficacia di tale modalità terapeutica? E’ vero che si riduce a soli massimo due anni?

    Un sentito ringraziamento.

    RISPOSTA

    bUONGIORNO,

    SI,generalmente a fallimento della radioterapia come terapia primaria si esegue una terapia di blocco androgenico.

    Tale terapia non e’ mai curativa ma ha solo la finalita’ di rallentare la progressione del tumore. Spesso puo’ riuscirvi per diversi anni ma questo dipende da: eta’ del paziente, grado di aggressivata’ del tumore (Gleason score) e stadio del tumore.

    Se per esempio il tumore non e’ metastatico e con Gleason score non elevato (inferiore a 8), si possono avere risultati anche superiori a 5 anni. In caso contrario progressivamente il tumore diventa resistente alla terapia di blocco androgenico.

    Ecco perche’ e’ importante usare questa terapia sequenzialmente a steps successivi, dalla meno “invasiva o potente” alle successive.

    utilizzando subito lo step piu’ potente comunque non otterremo un effetto curativo e, sopraggiunta progressione ad esso non avremo altre armi da utilizzare per il paziente.

    In caso di sola recidiva o progressione locale dopo radioterapia primaria si possono anche utilizzare altre tecniche di terapia focale locale come luso degli ultrasuoni (HIFU) o la crioterapia focalizzata.

    Prof Alessandro Sciarra

    Prostate Unit Roma

    Alessandro Sc