Consulto psico-informole adoperante su neonata.

    DOMANDA

    Eg.Prof.ssa come nonno di una mia nipotina di mesi 5 alla data del 14/04 p.v.mi rivolgo alla Sua magistrale bontà scientifica per un suggerimento di tipo informale e psicologico difronte ad una diagnosi di “Sindrome
    ipertonico-eccitabile e registrazione di crisi cloniche”
    che quantunque sottoposta a terapia a base di LUMINAL 15 e riabilitazione neuromotoria, persistono ancora tracce di fenomeni clonici erratici agli AASS e agli AAII con incostante prevalenza a sn per frequenza ed intensità,specie durante la manipolazione. I referti
    clinici effettuati danno questi risultati:Es ematochi= mici di routine nella norma,Ves ed urine nella norma,
    E.E.G.tracciato senza anomalie,E.C.G. tachicardia sinusale a 157 b/min.Turba focale dx. Prevalenza biven= tricolare.Rx torace nella norma, ETG addome inf+sup. nella norma,Ecocardiogramma: Pervietà del forame ovale con shunt sn>dx di grado lieve,TC cranio s.m.d.c. Lieve ampliamento degli spazi periferici sub-aracnoidei in sede fronto-temporale bilateralmente. Tra 6 mesi ripe= tere Ecocardiogramma.Cartella clinica datata19/01/2012. Preciso che la neonata è nata da una gravidanza compli= cata da gestosi alla 34° settimana ed esitata alla 37° in parto eutocico indotto. P.N. Kg 2.820 I.A.:9-9. Chiedo e chiediamo nel prosieguo della crescita come noi familiari ci dobbiamo adoperare,la bambina e la sua prospettiva ci crescita?
    Sperando di essere stato chiaro nella esposizione,in attesa di notizie o visita in sede Le diciamo grazie di
    cuore.

    RISPOSTA

    Egr Signore ,

    credo sia importante monitorare bene lo sviluppo della bambina e ripetere regolarmente tracciati elettroencefalografici sia in veglia che in sonno ed effettuare controlli neuropsichiatrici infantili periodici: i bambini nel primo anno di vita cambiano moltissimo. Non mi sembra che la diagnosi da lei fornita sia conclusiva , ma è più descrittiva di sintomi presentati dalla piccola che possono ancora modificarsi anche in senso favorevole. Si affidi al neuropsichiatra infantile del suo territorio/ospedale di riferimento, facendosi condurre dal suo pediatra di famiglia e segua con cura le indicazioni. Sappia che però a volte le risposte si hanno dai bambini stessi e dalla loro evoluzione e bisogna anche saper attendere con speranza e fiducia.
    Cordialmente