Attacchi di panico e paura per la salute di mio padre

    DOMANDA

    buonasera egregio dottor Mian,
    sono una ragazza di 22 anni, laureata in psicologia ( laurea triennale con 110 e lode)… le scrivo per spiegare la mia situazione….
    mio padre è stato operato al cuore, e ringraziando Dio sta bene, ma io ho timore per lui….
    spesso mi capita di avvertire una mancanza di aria…mi viene la tachicardia… e ho paura che io possa avere un infarto….
    da più di un anno avverto un gonfiore alla pancia e facendo degli esami non è risultato nulla…e spesso ho timore che i medici siano stati superficiali…
    forse è solo stress ( per lo studio) ma mi chiedo proprio io ( spero una futura psicologa) devo avere attacchi di panico?
    la ringrazio per il tempo speso per me
    Buon lavoro
    Manuela

    RISPOSTA


    Cara Manuela,
    la domanda: «Mi chiedo, ma proprio io, futura psicologa,
    devo avere attacchi di panico?» è più che legittima,
    ma legittime sono anche le emozioni: un giorno sarai
    “anche” psicologa, non “solo” psicologa.

    Sarai chiamata ad aiutare i pazienti a gestire le loro, di
    emozioni, senza per questo dimenticare di riconoscere e
    accogliere le tue.

    E le tue, in questo momento, trovano una sorta di “autogestione” negli attacchi di panico.

    L’ansia e il panico hanno un loro “perchè”, e sono la risposta emotiva ad alcuni pensieri che hai anche spiegato brevemente in quanto mi hai scritto.

    Detto questo, considerata la tua laurea triennale, sono certo tu sappia che questo genere di manifestazioni necessitano di un supporto terapeutico, che ti aiuti a superare l’evidente paura che hai di poter perdere tuo padre e tutti gli altri eventi che in questo momento fanno parte del tuo stress negativo o tecnicamente il distress.

    Un intervento al cuore comporta dei rischi e lascia strascichi emotivi in chi, nelle ore in cui il tutto avviene, teme per la vita dell’operato.
    E’ assolutamente normale provare delle emozioni, ed è giusto gestirle senza cercare di soffocarle o di negarle.

    Rivolgiti ad uno specialista per fronteggiare il timore
    dell’abbandono.

    Quando riuscirai a guardare alle cose con obiettività, ossia a riflettere sul fatto che tuo padre è vivo e presente, con molta probabilità sparirà anche il senso di gonfiore: dubito che i medici siano stati superficiali a riguardo, se hanno scongiurato una malattia fidati di loro.

    Ti consiglio quindi, un percorso di terapia cognitiva.

    Fidati quindi delle tue emozioni, accettale, riconoscile e condividile con chi ha gli strumenti per aiutarti a renderle positive: sarà il primo passo per diventare una brava psicologa.

    Auguro a te ed a tuo padre ogni bene.


    Emanuel Mian