DOMANDA
Gentile dott. Colombo, ringraziandola per la sua risposta del 6/6 sul mio quesito “Terapie emicrania senz’aura”, le chiedo se, secondo lei, prima di sperimentare nuove terapie farmacologiche di profilassi, potrebbe essere utile fare un test di intolleranze alimentari (tipo test YORK o altri?) per poi provare ad eliminare gli eventuali cibi che dovessere risultare positivi.
Grazie ancora per la sua disponibilità.
Alessandra
RISPOSTA
gentilissima,
i dati scientifici non confermano la necessità di eseguire test di tipo alimentare, in quanto non sono comprovate le cefalee da intolleranza. Siamo più propensi a pensare che in soggetti predisposti possano esistere delle sostanze contenute in alcuni cibi che abbiano un effetto “favorente” lo scatenamento dell’attacco, ma in generale è il soggetto stesso che nota questa correlazione. Ciò che viene chiesto infatti è, nel diario delle cefalee, di valutare gli alimenti ingeriti nelle 12 ore precedenti l’attacco. Se un alimento viene ripetutamente notato come parte dell’alimentazione nelle ore pre-attacco emicranico in almeno l’80% delle crisi, va considerato come possibile fattore concausale. In realtà sono assai rari i casi che manifestano questa situazione. Il mio consiglio è quello per ora di compilare con attenzione il diario e considerare in almeno tre mesi di osservazione questa eventualità