DOMANDA
Buongiorno, mia madre di anni 70, soffre di dolori diffusi, per i quali si è recata recentemente da un reumatologo, il quale alla descrizione dei sintomi ( rigidità mattutina, dolori soprattutto notturni bilaterali alle spalle e braccia, ginocchia, febbricola, operata recentemente alla mano DX per sindrome del tunnel carpale) ha avanzato ipotesi di diagnosi di polimialgia reumatica. Nel frattempo ha prescritto per lenire i dolori, palexia 50, rimanendo in attesa dei risultati degli esami di
laboratorio per confermare o meno la diagnosi. Dagli esami di sangue ed urine, gli unici valori fuori norma sono risultati la VES: 30 mm, la cpk:<20 U/L, la PCR: 11,8 mg/L, eritrociti: 11 elementi/ microL come sedimento urine. Il fattore reumatoide reuma test è risultato <8.6 UI/mL ( valori normali tra 0 e 14). Sulla base delle suddette risultanze, il
reumatologo ha quindi escluso categoricamente la polimialgia reumatica, dicendo a mia mamma che molto probabilmente trattasi di artrosi. È giusto escludere così categoricamente la polimialgia?
grazie mille per le eventuali cortesi risposte.
Ho dimenticato di dire che, prima di andare dallo specialista, il trattamento x
una settimana con voltaren e muscoril non ha sortito alcun effetto benefico. Inoltre nell’elettroforesi delle proteine sono fuori norma l’ albumina 48.8%, più bassa del limite inf. del range= 53.8 e le gamma pari a 21.6%, più alte del limite sup del range, pari a 18.2.
Grazie anticipatamente per la risposta.
RISPOSTA
Mi pare che le procedure descritte siano corrette. Segua pertanto le direttive del suo reumatologo.