incapacità di andare avanti 2

    DOMANDA

    Gentilissima dottoressa,
    la ringrazio moltissimo per la sua celere risposta e per il suo consiglio.. a me piacerebbe moltissimo andare via da casa per un periodo, per cercare di terminare i miei studi.. purtroppo però motivi economici non me lo permettono. I miei genitori al momento mantengono mio fratello minore, che si trova in un’altra città per studiare e non potrebbero permettersi di mantenere anche me. Inoltre la sede della mia università non è poi così lontana da casa e sino ad ora ho fatto la pendolare quando serviva. L’alternativa sarebbe incominciare a fare qualche lavoretto, ma ho paura che si tratti solo di una scusa per distrarmi ulteriormente. A dire il vero ho provato a toccare l’argomento con i miei ma loro la vivono come un’offesa. Non capiscono perché voglio distrarmi proprio ora che sono alla “fine” del mio percorso. Si lamentano perché non finisco ma al contempo pretendono moltissimo aiuto da me, non capendo che ho bisogno di concentrarmi. Mio fratello causa loro moltissimi problemi e ha continui sbalzi di umore. Quando torna a casa non fa che piangere o arrabbiarsi ed i miei sono disperati; si sfogano con me e chiedono il mio aiuto. Tanto io ci sono sempre. Ma io fatico ad aiutare me stessa! Mi sento come in prigione: fra il mio desiderio di libertà e la paura di deludere chi mi sta vicino. Mi sento come se avessi davanti un muro, senza gli strumenti per superarlo. Non so davvero più cosa fare, riesco solo a distrarmi e piangere. Scusi lo sfogo…

    RISPOSTA

    Apprezzo moltissimo il suo voler prendere fra le proprie mani le redini della sua vita e comprendo l’imbarazzo di fronte a chi vorrebbe impossessarsene anche se per qualche (ma imprevedibile !) tratto del suo cammino. Riconosco anche gli ostacoli oggettivi ad un trasferimento.
    E’ però davvero importante ‘riempirsi’ di emozioni positive, soddisfazioni, senso di realizzazione.. per poi magari tornare negli ambienti ‘difficili’ dove sono richieste molte risorse psicologiche e solidità interiore. Serve rifocillarsi di pensieri-emozioni-punti di vista, vivere esperienze positive, lasciarsi contagiare da persone solari, coltivare spazi di realizzazione, confrontarsi nelle relazioni con altri. molti e diversi che possano offrire varie prospettive.
    Dal punto di vista pratico potrebbe, magari gradualmente, ‘andare in università’ sempre più spesso e per periodi più lunghi.

    Come suggerisce Alberoni non esiste un amore per gli altri distinto dall’amore per sé. Ogni creatura è chiamata – come può – ad amare se stessa. Solo così può poi eventualmente essere di sostegno agli altri. Faccia quindi il possibile per frequentare ambienti (ad es. quello universitario, ma magari non solo.) che la possano ‘nutrire’. Gli studiosi Deci e Ryan sostengono che tre sono i bisogni da ‘coltivare’: competenza (sentire che si riesce.), autonomia (poter scegliere, non ritrovarsi a percorrere strade volute/costrette da altri.) e relazione (sentirsi sostenuti negli sforzi per scegliere e sentirsi competenti).. Nessuno vedrà mai soddisfatti appieno questi bisogni, ma ognuno dovrebbe trovare gli ‘ambienti sociali’ e ambienti interiori capaci di avviare e accelerare un cammino verso il loro soddisfacimento.
    Esca quindi di casa per ‘nutrirsi’ psicologicamente e tornarvi più ricca come persona. Se non può essere un trasferimento che siano pure pendolarismi, se non sarà sempre l’università a richiamarla che sia un gruppo di pari o una relazione sentimentale..
    Nutra se stessa e anche gli altri si ‘sfameranno’ psicologicamente.