DOMANDA
Buongiorno prof. Romeo l’anno scorso a luglio saltando da una panchina mia figlia, (ora circa 6 anni) e’ caduta all’indietro prendendo una forte botta alla testa. Non ha perso i sensi e quasi subito ha ripreso a giocare. Nelle ore successive al trauma non ha avuto alcun sintomo o problema e pertanto non abbiamo fatto alcun controllo. Inoltre toccandole la testa non ho mai sentito nessun rigonfiamento e quindi non sappiamo bene dove fosse localizzata la botta. Circa 4 mesi dopo ha cominciato a dire di avere mal di testa e proprio dietro. Premetto che mia figlia non si e’ mai lamentata di mal di testa prima di allora.Talvolta dice di avere mal di testa diffuso oppure dietro ma senza che questo la porti ad estraniarsi o altro. Quando e’ in macchina si lamenta sempre di mal di testa (prima no) Solo qualche volta si mette sdraiata e se ne sta tranquilla.Mi chiedo se la botta presa può aver causato qualcosa e se e’ il caso di fare ulteriori indagini con una TAC.
Cordiali saluti
RISPOSTA
Gentile Signora
Rispondo al suo quesito: il “mal di testa” della sua bambina.
Il mal di testa o cefalea, è un disturbo molto frequente anche nei bambini; gli studi epidemiologici eseguiti negli ultimi anni hanno evidenziato infatti , che almeno il 25% dei bambini soffre di frequenti cefalee; inoltre, circa il 40% dei bambini in età prescolare e l’80% degli adolescenti, presenta almeno un episodio all’anno di mal di testa. La sua frequenza negli ultimi anni è enormemente aumentata e la cefalea risulta essere, anche nei bambini il disturbo più diffuso. La sintomatologia dolorosa può essere talmente varia come forma, intensità e durata, che gli esperti hanno stabilito precisi criteri clinico-diagnostici per inquadrare i diversi tipi di mal di testa. I bambini possono soffrire di mal di testa acuti o cronici, che possono derivare da cause banali come infezioni delle alte vie aeree o difetti della vista, cause dentali, traumi, e solo raramente(per fortuna) da malattie intracraniche gravi. I bambini , come gli adulti (85% dei casi) soffrono di cefalea primaria o essenziale, cioè non secondaria a malattia organica; spesso è presente familiarità, soprattutto da parte dei genitori. Le forme più frequenti di cefalea, anche nell’infanzia, sono le cefalee primarie soprattutto l’emicrania e la cefalea di tipo tensivo, che in questa fascia di età hanno caratteristiche cliniche molto particolari e diverse da quella dell’età adulta. L’emicrania si presenta con dolore bilaterale alla fronte o alle tempie, disturbi gastrointestinali, più frequenti che nell’adulto, svogliatezza, tachicardia e a volte disturbi della vista, o sintomi a tipo “aura emicranica”. Si può manifestare fin dai primi anni di vita, ma il disturbo diventa importante dopo l’impatto con la vita scolastica. La cefalea di tipo tensivo si presenta più frequentemente negli adolescenti, soprattutto in momenti di stress o affaticamento psicofisico. Spesso però, il mal di testa in un bambino può essere anche il segnale concreto di un disagio interiore; è una modalità per comunicare agli adulti (i genitori) i propri bisogni, le situazioni di stress, il proprio disagio e le motivazioni possono essere diverse: problemi scolastici, tensioni familiari, bruschi cambiamenti o eccesso di attività extrascolastiche ed altro ancora. La cefalea influisce spesso sulla qualità della vita dei bambini che ne soffrono; limita loro la possibilità di gioco e divertimento, influenza la loro vita sociale e li rende talora insicuri. E’ evidente quindi che la cefalea nel bambino è un complesso evento biopsicopatologico in cui coesistono spesso forme e situazioni sovrapposte.
Per quanto riguarda la sua bambina non credo che la banale caduta sia legata direttamente alle manifestazioni di “mal di testa” comparse dopo quattro mesi. Inoltre, mi sembra di capire, che la durata di queste manifestazioni sia breve e che la bambina continui le sue normali attività . Per quanto riguarda i “mal di testa in macchina” potrebbero trattarsi di manifestazioni di “chinetosi” (disturbi frequenti in età pediatrica, che si verificano durante i viaggi, sono dovuti al movimento del mezzo e sono caratterizzati da vertigini, pallore , mal di testa e poi nausea e spesso vomito). Concludendo, non bisogna a mio avviso mai sottovalutare o sdrammatizzare il mal di testa nei bambini ed è quindi sempre opportuno e un giusto inquadramento e una precisa valutazione clinica del “mal di testa” in un bambino. Pertanto prima di effettuare esami (spesso inutili) Le consiglio di rivolgersi con serenità al suo pediatra ed eventualmente, anche in base all’evoluzione, a uno specialista. Cordiali saluti.