DOMANDA
Buonasera dottore, sono una ragazza di 27 anni e le scrivo a causa di disturbi allo stomaco che mi affliggono tutti i giorni da quasi 1 anno. Ho sempre sofferto di gastrite, curata con inibitori e procinetici, nonché con terapia antibiotica per eradicazione helycobacter pilori nel 2006. Dopo un periodo di tregua, durante la gravidanza i disturbi gastrici si sono acutizzati e adesso, a distanza di 5 mesi dal parto, ancora non sono stati risolti. Accusò sempre pienezza post prandiale (nonostante alimentazione leggera e in bianco), bruciori di stomaco, crampi addominali, digestione lenta, tensione addominale e eruttazioni molto frequenti. Ho effettuato varie visite specialistiche nelle quali mi hanno diagnosticato dispepsia funzionale ma le varie terapie (esopral, levopraid) Non hanno funzionato. Mi chiedo a questo punto se questi disturbi possano avere un origine neurovegetativa e, nel caso fosse, come possano essere trattati. La ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.
RISPOSTA
Gentile Signora, credo che la diagnosi di dispepsia funzionale sia corretta. Questa patologia riduce certamente la qualità di vita, ma è da ritenere assolutamente benigna e, quindi, non vi è da preoccuparsi circa eventuali complicanze. Il disturbo è in genre legato ad un rallentato svuotamento gastrico o ad una ipersensibilità viscerale, ma le cause non si conoscono. Le comuni terapie a base di antisecretivi o procinetici possono non funzionare ed l tratammento divernta molto difficile. L’infezione da Helicobacter pylori gioca un ruolo molto marginale in questi disturbi e non è certamente la causa. Anche la dieta funziona poco, perchè i meccanismi sono quelli suddetti e non dipendono da ciò che si mangia. Può provare ad usare degli ansiolitici o degli antidepressivi a dosaggio basso.