DOMANDA
Gentile Prof.ssa Papagno,
la mia compagna, 46 anni, ha sempre presentato difficoltà nella comunicazione verbale. Spesso non conclude le sue frasi lasciando l’interlocutore a dover “intuire” cosa intenda dire. Oppure dà indicazioni errate: chiede di aprire la porta per indicare di accendere la luce, di prendere una stoviglia invece di un diverso oggetto, divenendo inaffidabile nelle sue richieste. Ha sempre giustificato il suo disturbo affermando che le donne riescono ad eseguire multiple operazioni rispetto agli uomini e quindi si tratta di una “naturale” conseguenza di una intensa attività. Solo in un caso sono riuscito a far sì che si sottoponesse a visita da uno psichiatra ma, probabilmente, non avendo questi le cognizioni necessarie non ha inquadrato correttamente il disturbo preferendo “giustificarlo”. La sua imprecisione di linguaggio è fonte di irritazione e, spesso, di inesattezze nella gestione degli immobili della sua famiglia. Può darsi siano interessate le aree deputate al linguaggio. Avendo la madre ammalata di epilessia e la sorella di quest’ultima con gravi sindromi neurologiche (sembra depressione di alta gravità, ma mai indicatomi l’ esatta patologia)rifiuta di sottoporsi a indagini temendoli. Invece, potrebbero migliorare la qualità della sua vita, caratterizzata da elevatissima iperattività. La ringrazio delle indicazioni che potrà darmi. Cordialmente. F. Argentieri (Milano)
RISPOSTA
Non posso rispondere nulla sulla base di una descrizione così aspecifica e senza una valutazione neuropsicologica.
Non so su che base ritiene che il medico che l’ha visitata non avesse le competenze adatte. Dire una parola invece di un’altra, se non è un disturbi insorto improvvisamente o in peggioramento progressivo, può essere semplicemente sintomo di scarsa attenzione.