Instabilità rotulea,tendinopatia e condropatia.

    DOMANDA

    Buonasera,

    Soffro di instabilità rotulea e una leggera tendinopatia che mi ha portato come conseguenza una condropatia rotulea fin 1 anno fa di 1 grado.
    Volevo aggiungere delle informazioni degli esami, che magari possono rendere più chiara la situazione.

    ESAMI 2010/2011)
    BILATERALMENTE:(reperto pressochè simmetrico)
    Sinovite reattiva articolare.
    Rotula in minima bascula laterale, condropatia di I grado della faccetta mediale della rotula.
    Lieve tendinopatia prossimale del rotuleo
    Non lesioni meniscali.
    Nella norma i legamenti crociati e le altre strutture capsulo-legamentose.
    Nella norma le altre formazioni mio-tendinee
    Segnale osseo nella norma.

    Radiografia monolaterale assiale della rotula, e di entrambe le ginocchia:
    Rotule in asse.
    Non apprezzabili lesioni ossee focali.
    Conservati i rapporti articolari
    Rotule in asse

    Nonostante più visite effettuate, i consigli dei medici sono stati di rafforzare il quadricipite, ma distanza di 7-8 mesi di esercizi mirati per il quadricipite(leg press, leg extention, elettrostimolazione del vasto mediale), il tono muscolare è migliorato rendendomi come beneficio meno cedimenti improvvisi, ma nonostante cio’ ho grossi problemi nel camminare, nel piegarsi, scendere scale, e lo sport da dimenticare!

    Possibile che il tono muscolare non sia ancora sufficiente?

    Inoltre se fosse tutta colpa del tono muscolare, come mai fin 2 anni fà non avevo nessun problema meccanico, pur avendo meno tono muscolare?

    Grazie!

    RISPOSTA

    Un buon recupero funzionale è solitamente di grande importanza. Il tono muscolare richiede anche 9-10 mesi per un recupero adeguato. Il tempo trascorso appare quindi normale. Non è però corretto confinare tutta la rieducazione al solo recupero del tono muscolare. Anche l’elasticità e la propriocezione sono importanti. Inoltre occorrerebbe capire se non è il caso di intraprendere cure farmacologiche. Nei casi resistenti alla terapia infine è opportuno considerare la possibilità di correzioni chirurgiche. Ovviamente tutto ciò va deciso dopo essersi sottoposti ad una visita specialistica.