DOMANDA
Salve Dottor Piero Barbanti, avendo svolto una ricerca per capire le cause di alcune malattie neurodegenerative, ho avuto la possibilità di studiare da autodidatta anche le dipendenze che può avere la Persona, e apprezzerei il suo parere. Sappiamo che le dipendenze possono essere varie, si può essere dipendenti da gioco d’azzardo, da alcol, da cibo, o tossicodipendipendenti, ecc.
Facciamo l’esempio del gioco d’azzardo: la Persona PENSANDO frequentemente alla situazione in cui verrà a trovarsi praticando la dipendenza, stimola il Cervello a richiedere un maggiore apporto di Energia Elettrochimica presente nel FLUSSO CEREBRALE, perchè la sua Mente deve produrre le situazioni che si verificheranno durante il gioco d’azzardo. Questo maggiore apporto di Energia il Cervello la ottiene tramite le VASODILATAZIONI CEREBRALI. In seguito però le Vasodilatazioni stesse diventano una DIPENDENZA PER IL CERVELLO, il quale stimola la Persona a continuare la dipendenza, di modo che il Cervello continua ad ottenere quel maggiore apporto di Energia Elettrochimica ottenuta tramite le Vasodilatazioni Cerebrali.
Infatti, se la Persona non ha più la dipendenza che ha praticato per un certo periodo di tempo, il Cervello non può richiedere quel maggiore apporto di Energia presente nel FLUSSO CEREBRALE al quale era abituato, causando però un danno da carenza di Energia Elettrochimica al Cervello, per questo motivo è difficile terminare le dipendenze stesse.
Un Saluto con Stima Dottor Piero Barbanti
RISPOSTA
Caro Pino, il tema delle dipendenze è attuale e grave. Si tratta spesso di disturbi della sfera impulsiva. Il cervello è certamente iperattivo (e quindi più vascolarizzato) in alcune aree critiche per il piacere e per la cosiddetta “ricompensa” (reward), ed è molto sensibile al piacere indotto da dopamina ed oppioidi. La sua ipotesi è di interesse, ma ovviamente come tutte le ipotesi merita conferme cliniche e sperimentali. Un caro saluto, Piero Barbanti