Ictus emorragico

    DOMANDA

    Buongiorno dottore, La disturbo per chiederLe informazioni, su mio padre 67 enne che 5 mesi fa ha subito un ictus con paralisi lato destra del corpo.
    La sua prima tac risultava: ematoma parenchimale profondo a sx di circa 3,5cm con inondazione ventricolare omolaterale e modesta deviazione della linea mediana. Aspetti di sofferenza vascolare cronica sono presenti d’ambo i lati con microlacune ischemiche. gli spazi liquorali perincefali sono di ampiezza normale.
    La seconda tac eseguita dopo 10 giorni: Rispetto il precedente esame, si osserva un lieve miglioramento del quadro encefalico.
    In particolare, riassorbita la quota ematica iperdensa nel ventricolo laterale sx, adesso permane in tracce porzioni declivi di entrambi i ventricoli laterali, maggiormente evidente a dx.
    Ridotta l’iperdensità ematica del noto ematoma intraparenchimale talamo-capsulare sn. Permane effetto massa sulla cella media e sul corno posteriore del ventricolo laterale sn e sulla regione nucleo- capsulare omolaterale.
    Setto pellucido in asse.
    Oggi, riesce a camminare con il tripode e gli manca tanta coordinazione al braccio.
    Però la cosa strana che nessuno è mai riuscito a spiegarmi è che appena gli muovo il polso oppure gli massaggio la gamba lungo il polpaccio o gli muovo il piede avverte un gran formicolio fastidioso che gli può durare anche una mezzora. (se gli muovo il polso il formicolio è localizzato in tutta la mano e può arrivare max al gomito).In attesa Le porgo i più cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Gentile signora,

    I fenomeni che lei descrive sono probabilmente fenomeni sensitivi centrali, conseguenti all’interessamento della parte sensitiva del talamo da parte dell’ictus. In genere sono descritti il tremore talamico o la sindrome di Dejerine-Roussy. Nel caso di suo padre si tratta di fenomeni parestesici, in parte evocati, che sono descritti più raramente (veda, ad esempio: http://stroke.ahajournals.org/content/27/5/988.full).

    Per essere più esaurienti sarebbe necessario conoscere meglio l’esame obiettivo di suo padre nel periodo subito successivo all’ictus e la sua evoluzione nel corso del tempo.

    Con cordialità,
    Alberto Albanese