DOMANDA
Stim.mo Prof. Mian oggi a pranzo ho mangiato 300gr di semolino in un litro di latte+mozzarella+marmellata spalmata sul semolino+una decina di savoiardi+ 2 buondì e 4 tazze grandi di caffè d’orzo. Pensare che fino a qualche giorno fa, mi bastava un po’ di cocoria con del pesce lesso e un caffè. E’ chiaro che questi attacchi di fame sproporzionata altri non è che bulimia. Cosa fare quando capitano? Oltre tutto, quando mi sono ben ingozzata con tutto quel cibo, mi sento pesante e digerisco male e anche a livello psicologico mi odio x la mia debolezza .Se penso che per problemi di ansia brillantemente superati mi sono fatta 6 anni di psicoterapia, mi pare di aver buttato soldi e tempo al vento, visto che il problema con il cibo perdura.
Attualmente peso 62 Kg x 165 H, ma è chiaro che se continuo ad ingoiare di tutto e di più senza un freno….non so dove arriverò.
E’ pur vero che 15 giorni fa, improvvisamente è morto un mio cugino di soli 53 anni, ma non mi pare che questo possa giustificare i miei attacchi di fame. Pensi che era dal 1997 che non partecipavo più ad un funerale, ma a questo ci sono andata e anche ad uno successivo, un caro amico che a 62 anni si è impiccato.
In chiusura mi chiedo se qualsiasi evento può scatenare attacchi di bulimia piuttosto che ansia e panico, come mi succedeva in passato. e così le chiedo: possibile che non esiste una soluzione definitiva?
Con sincero affetto la ringrazio e attendo una sua risposta graditissima.
Mara
RISPOSTA
Cara Mara,
la sua autodiagnosi di bulimia nervosa andrebbe confermata da uno specialista e non data per scontata.
Devono essere valutati alcuni parametri come frequenza, soggettivita’ oppure oggettivita’ degli episodi bulimico e/o bulimico-purgativi e altri fattori che consiglio a lei ed ai lettori che si riconoscono in comportamenti simili, di affrontare nel “mondo reale”.
Nell’elencarmi i cibi del suo passato recente – cicoria, pesce lesso e caffè – si evince che lei si è sottoposta ad una alimentazione piuttosto restrittiva, ed è proprio qui uno dei fulcri del problema.
Quando si limita troppo a lungo alcuni macronutrienti, in questo caso mi pare di capire i carboidrati ed i grassi, mente e corpo si ribellano attraverso le abbuffate, ed il passaggio repentino dal mangiare quasi nulla al mangiare troppo, scatena i sensi di colpa.
Non ci si mantiene in forma grazie alle sole privazioni alimentari, ma imparando a modificare i comportamenti che spingono a mangiare male.
Troppo o troppo poco, spesso o sporadicamente durante la giornata.
L’evento luttuoso che purtroppo l’ha recentemente colpita, ha scatenato emozioni che fa fatica a gestire e che possono aver trovato negli episodi di abbuffata un modo per compensare la situazione.
La tristezza, l’angoscia o l’ansia possono essere stati talmente ingestibili che non e’ riuscita a “starci dentro”.
Alimentarsi quindi puo’ aver rappresentato una alternativa per spostare il pensiero o per non pensarci.
Provi a fare questo diario (www.emanuelmian.it/EMANUELMIANSCHEMAABC.PDF) e ne parli insieme ad un terapeuta cognitivo o cognitivo-comportamentale.
Grazie a questo facile ausilio, potra’ iniziare a lavorare sui pensieri e le emozioni che in questo momento le impediscono di vivere serenamente il suo rapporto con il cibo.
In merito al denaro e al tempo che asserisce di aver buttato nei suoi sei anni di psicoterapia, le faccio notare che ha esordito dicendo di aver brillantemente superato i problemi di ansia.
I problemi che mi riferisce con il cibo e forse con il corpo, sono comunque un sintomo che potrebbe ascriversi a stati d’ansia.
Ritengo, nonostante tutto, che lei possa essere fiera del risultato ottenuto grazie al suo impegno e alla professionalità dello specialista che l’ha seguita: se oggi ha un problema con il cibo, presti attenzione e cerchi una cura unicamente per quello, senza disconoscere i risultati già raggiunti, lo deve a se stessa e a chi l’ha aiutata.
Le auguro ogni bene
Emanuel Mian