DOMANDA
Gent.mo dott. Rucco mio figlio 18 anni alto 1,70 e pesa 55 kg, nel mese di gennaio scorso alla ripresa della preparazione invernale calcistica, ha cominciato ad avvertire dolori nella zona lombo-sacrale. Dopo un mese di riposo assunz.di farmaci (punture di antidol.e antinf.) e fisioterapia (tecar e fans), ad aprile gli abbiamo fatto una RM che ha evidenziato: “piccola ernia posteriore mediana del disco L5-S1 con impronta sul sacco durale in prossimità dell’emergenza delle radici nervose di S1” – ridotta la fisiologica lordosi lombare e credo che ciò sia dipeso da sovraccarico di allenamento o qualche trauma
di gioco che non ricorda, da giugno a settembre è stato a riposto e il dolore è stato lieve, avvertito solo quando si china in avanti o sta seduto parecchio (pesantezza); a settembre ha ripreso gli allenamenti e ha nuovam.fastidio, ha fatto anche un ciclo di 15 sedute di ozonoterapia (finita la settimana scorsa). Qualche giorno fa abbiamo ripetuto la RM che ha confermato: “riduzione altezza dello spazio intersomatico con ernia discale mediana sottolegamentosa che comprime il sacco durale.
Lui nonostante i dolorini e i fastidi continua a fare calcio e ginnastica posturale. Ribadisco che il dolore non si irradia alle gambe; il neurochirurgo conferma che non è da operare; Cos’altro ancora si può fare per farlo continuare a giocare a calcio ?
In attesa di Suo gradito riscontro porgo distinti saluti.
RISPOSTA
Gentile sig.ra.
Da come descrive la sintomatologia sembra proprio un caso di conflitto disco-legamentoso, confermato dalla recente RM.
Cioè l’ernia discale comprime il legamento longitudinale posteriore ed il sacco durale, causando dolore e rigidità dolorosa lombare, ma non c’è irradiazione del dolore lungo gli arti inferiori, in quanto non viene compressa la radice nervosa.
Il riposo da attività sportive è la prima regola da applicare. Un ulteriore aiuto può venire dalle trazioni lombari classiche o dalle auto-trazioni lombari.
Il più delle volte questo è sufficiente a determinare un netto miglioramento.
Per tale ragione le consigliamo di far riferimento da un centro di riabilitazione presente nella sua città, per il trattamento del caso.
Cordiali saluti
Dott. Vincenzo Rucco