volume prostata

    DOMANDA

    Gent. mo Dott.
    Causa alcune lievi difficoltà nella minzione, il mio medico di base mi ha fatto eseguire una visita alla prostata da un urologo in ospedale.

    Dalla misurazione effettuata con ecografia risulta aumentata di volume. Il referto dice:
    Prostata aumentata di volume.- 54 mm
    Ecostruttura disomogenea.
    RPM fisiologico.

    Mi si dice anche che potrei avere una infiammazione prostatica dovuta a Colite.

    Visto che il referto l’ho avuto un paio di giorni dopo la visita, non ho potuto chiedere nulla al medico direttamente.
    Premesso che sono un “ragazzo” di 71 anni, questa misura è fuori dalla norma o meno? (leggo in rete che la misura normale è di 3,5mm) E’ una cosa preoccupante e irreversibile?
    Mi si consiglia nel referto: Esame Uroflussometria
    e una cura di mesi 3 con un farmaco di nome Idiprost che, leggendo, vedo che è più un integratore che un farmaco.
    Nello scusarmi per il disturbo, gradirei un suo parere su quanto riportato

    con l’occasione Le invio i miei ringraziamenti e migliori
    Saluti
    s.p.

    RISPOSTA

    Il volume della prostata aumenta col passare degli anni perché si sviluppa, intorno al tratto di uretra che attraversa la prostata, l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Tale sviluppo è un’evoluzione del tessuto prostatico e di per sé non rappresenta un problema. Quando viceversa la presenza di IPB causa un ostacolo allo svuotamento della vescica allora insorgono i sintomi cosiddetti ‘disurici’ cioè la minzione non più agevole. Tuttavia l’ostacolo causato dall’IPB non è legato tanto al volume quanto alla rigidità del tessuto, pertanto il volume della prostata non è direttamente correlabile ai disturbi. Tali disturbi possono poi essere causati o con-causati da fatti infiammatori quali quelli ipotizzati durante la visita da lei eseguita.
    L’uroflussimetria serve a quantizzare il getto urinario che anche lei può, osservandolo, giudicarne la validità.
    Riguardo alla terapia, se il suo medico ha ritenuto di somministrarle un integratore avrà valutato opportuno non agire con farmaci più aggressivi.