DOMANDA
Buongiorno,
ho un bimbo di 4 anni e mezzo che ha sviluppato il linguaggio in ritardo (tuttora non parla perfettamente); ho diversi dubbi legati alla sua crescita psicomotoria. Da quando ha compiuto un anno, per diversi mesi, soffriva di risvegli notturni con comportamenti “strani” che non ci permettevano di capire se fosse cosciente o meno. Abbiamo fatto eseguire l’eeg con privazione del sonno: esito negativo. Quegli episodi sono poi scomparsi del tutto.
I problemi di oggi sono generati dal fatto che le maestre dell’asilo (in maniera molto delicata e con le dovute cautele) mi hanno suggerito di rivolgermi a un esperto perché in effetti notano un ritardo nello sviluppo della grafia, nella motricità delle mani e in genere in tutte le attività prescolari. Riconosce i numeri, qualche lettera, colora, disegna in maniera molto essenziale. Secondo loro ha paura a mettersi in gioco e ha scarsa autostima, ma il punto è cercare di capire se è “normale”. Sicuramente vive con sofferenza il confronto con i compagni che sono più avanti di lui (a me lo dice apertamente) e con la sorella più grande. E’ un bimbo molto socievole, tiene tanto ai suoi amici, va volentieri all’asilo. Trascorre i pomeriggi a giocare con macchine e trenini, mostra disinteresse nei confronti di qualunque attività manuale. Devo insistere? Da mamma lo vedo un po’ assente, come se vivesse in un mondo tutto suo, ma dove sta il confine tra normalità e malattia? Vorrei dei riferimenti, anche bibliografici. Grazie
RISPOSTA
Piu’ che riferimenti bibliografici,che rischierebbero solo di aumentare i suoi dubbi, le consiglierei di di rivolgersi a un neuropsichiatra infantile per valutare gli aspetti cognitivi ed affettivi di suo figlio.Solo in questo modo si può eventualmente avviare un percorso di aiuto al bambino.