DOMANDA
Ho spesso le gengive gonfie, che sanguinano per nulla.
Da oltre un anno non facevo la pulizia dei denti dal tartaro perchè non avevo mai tempo e l’ultima volta che sono andata dal dentista mi ha prescritto un antibiotico da prendere per 6 giorni. Poi ho fatto la pulizia dei denti ma a due giorni di distanza ho ancora le gengive molto gonfie. Di solito mastico di più da un lato e l’altro lato è quello con le gengive più gonfie. Il dentista mi ha dato un collutorio contenente clorexidina ma ancora la situazione è invariata.
L’igienista dentale mi ha detto che non ho molto tartaro ma quello che ho è sufficiente a causare l’infiammazione.
Oltre al collutorio esiste qualche dentifricio o altro prodotto che può essere utile? Ho anche i denti sensibili al freddo, infatti per riuscire a lavarmi i denti devo usare sempre l’acqua tiepida.
RISPOSTA
Gentile Elena,
il suo problema è complesso ma abbastanza comune e proviamo ad analizzarlo.
Lei ha fatto passare troppo tempo dall’ultima visita di controllo, che di norma va eseguita almeno ogni 6 o al massimo 12 mesi, a meno di particolari problemi, ad esempio presenza di parodontite, come sembrerebbe avere Lei, che richiedono invece un controllo personalizzato e molto più frequente, anche ogni due-tre mesi.
Ha fatto bene a recarsi dal dentista che probabilmente, visto lo stato di globale infiammazione gengivale, ha pensato bene di prescrivere una terapia antibiotica, che mi auguro Lei abbia portato a termine a dosaggio pieno e per l’intero ciclo.
Altrettanto bene ha fatto l’igienista, ad asportare il tartaro: anche per questo mi trova daccordo purchè l’intervento di rimozione dei depositi duri e molli sia avvenuto a livello sia sopra che sotto gengivale.
Infatti i depositi sottogengivali sono spesso la causa insidiosa della flogosi dei tessuti di sostegno del dente, gengive comprese.
Ha adoperato un collutorio alla clorexidina, considerato arma vincente sull’infiammazione gengivale, però non ha prodotto il risultato sperato, vero?
Quindi procedere come segue: provare a sostituire la clorexidina con un collutorio al fluoruro amminico e fluoruro stannoso, che talvolta è molto effficace e ove non si dovesse ottenere un buon risultato, consiglierei di effettuare, se non lo ha già fatto, con l’aiuto del suo medico di famiglia, analisi ematochimiche di routine, al fine di escludere la presenza patologie di base, in grado di determinare anche lesioni a livello del cavo orale.
Per il futuro si ricordi che l’assunzione di clorexidina, oltre agli effetti noti, anche collaterali, può essere parzialmente inattivata se assunta in vicinanza dell’impiego di un dentifricio contenente sodio lauril solfato, una molecola chimica con azione detergente, che è contenuta nella gran parte dei dentifrici e allora conviene o sostiutire il dentifricio con uno di quelli che non contengono il sodio lauril solfato (dichiarato dal fabbricante) o fare lo scaicquo con clorexidina lontano dall’impiego del dentifricio.
Un’ultima considerazione: masticando prevalentemente da uno stesso lato viene a mancare il meccanismo di autodetersione svolto da cibo, labbra, guance e denti, che tende a far accumulare tartaro.
Per la sensibilità è possibile giovarsi, una volta appurata la sua origine, di prodotti specifici che devono però essere assunti in maniera continuativa.
Proceda comunque a quanto suggerito ed effettui i controlli periodici con odontoiatra ed igienista dentale e vedrà che entrambi riusciranno a ripristinare la sua salute orale.
Grazie per l’opportunità che mi ha dato e cordiali saluti
Mario Giannoni