DOMANDA
Gent.ma Dottoressa, mi è stata diagnosticata la flebite (ho 56 anni e sono un po’ su di peso) alla gamba sinistra che non presenta molte vene gonfie, ma capillari e macchie rossicce e poi la caviglia e bollente rispetto all’altra gamba. La cura è daflon in capsule e ivor iniezioni. Il punto è che ho la fobia per le iniezioni, ogni volta che la devo fare sto male ed ho palpitazioni. So che è stupido il mio comportamento, ma nonostante mi sforzi di ragionare, appena devo fare l’iniezione o un prelievo per l’emocromo subisco questo malessere. Possibile che non ci sia una terapia sostitutiva orale? Tra l’altro mi hanno fatto venire la paura che possa formare trombi, per cui immagini come mi sento in questo periodo. Grazie ed attendo una Sua illuminante risposta.
Katia A.
RISPOSTA
in una persona che ha una flebite in corso, il trombo è presente nella vena colpita: quindi inutile preoccuparsi che si formi, c’è già. La paura ell’ago è rispettabile, ma deve cercare di superarla: non si guarisce dalla trombosi se non utilizzando farmaci anticoagulanti, e questi nella fase di attcco devono essere iniettati sotto cute.
gli anticoagulanti che si prendono per bocca (dicumarolici) richiedono prelievi di sangue necessari per verificare il grado di fluidità del sangue.
Recentemente sono stati approvoati dagli Enti preposti alla Salute due farmaci che si somministrano per bocca, non richiedono prelievi di sangue, ma per ora il loro uso è autorizzato solo per prevenire la trombosi delle vene e l’embolia polmonare in chi si sottopone a un intervento di chirurgia per protesi di anca o di ginocchio. a breve verranno autorizzati anche per prevenire l’ictus cerebrale in chi soffre di fibrillazione atriale. Gli studi clinici in corso stanno dimostrando che i due farmaci in questione sono efficaci anche nella cura della trombosi, ma per ora l’autorizzazione ad usarli in questi casi in Italia ancora non c’è. Quindi si faccia coraggio e si lasci somministrare l’iniezione sotto cute : non è poi così dolorosa, lavori sulla sua capacità di autocontrollo, e vedrà che il trauma dell’iniezione è minore di quello che lei teme.