TEST ALLERGOLOGICI

    DOMANDA

    Buongiorno dottoressa, le vorrei chiedere qualche informazione. Un mese fa ho avuto uno shock anafilattico, dopo l’assunzione di un antibiotico. Proprio la settimana scorsa ho iniziato a sottopormi ai vari test allergologici (l’allergologo me li fa fare tutti). Mi manca ancora il patch test, e il test per le allergie ai farmaci.
    Le vorrei chiedere: come funziona il test per i farmaci? E’ pericoloso? Potrei avere nuovamente una reazione importante? Non le nascondo che dopo la mia esperienza, nutro molto timore verso i farmaci.
    E un’altra cosa: quando mi attaccheranno i cerotti per il patch test, mi è stato detto di non sudare, non fare attività fisica e di non lavarmi. Il fatto è che lavoro a tempo pieno in un ambiente molto caldo (sto in maniche corte, e vestita solamente con abiti di cotone), dove mi capita di sudare, e di alzare pesi (lavoro in un magazzino). Secondo lei, posso tranquillamente andare al lavoro, o potrei compromettere la riuscita del test?
    La ringrazio in anticipo, cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Il patch test (o test da contatto con cerotti) mi sembra le sia stato spiegato correttamente: in effetti sarebbe meglio che in quei giorni lei evitasse la sudorazione e lo sforzo fisico. Per quanto riguarda gli altri test per farmaci, non so se verrà sottoposta ad altri tipi di test cutanei (prick test e intardermoiniezioni), oppure solo a test di tolleranza per via orale (cioè per bocca, a piccole dosi crescenti). Sicuramente, se ha avuto una reazione anafilattica, lo Specialista non penserà di testare per bocca il farmaco incriminato, mentre a volte il test cutaneo serve come conferma, anche per orientare le scelte future. Se eseguito con la metodica e le attenzioni giuste non è pericoloso.