DOMANDA
Egregio prof. Veronesi
vorrei un suo parere in merito alla patologia diagnosticata a mio padre( uomo 62 anni) a cui in seguito a tac per individuazione di calcolosi renale, sono state evidenziate nel fegato lesioni al VII segmento, e tramite biopsia e tac guidata gli è stata diagnosticata una neoplasia con differenziazione neuroendocrina.Ha eseguito l’octreoscan che ha evidenziato plurime focalità di tessuto con elevata espressività di recettori per l’analogo della somatostatina sul fegato, sulla regione mesogastrica e sul polo superiore del rene sinistro. Dal mese di giugno ha iniziato la terapia con la longastatina 30 LAR ogni 28 giorni. La rivalutazione del gennaio 2011 documentava una progressione di malattia conincremento numerico e dimensionale delle lesioni e il suo medico ha consigliato di iniziare una terapia chemioterapica sistemica con cisplatino ed etoposide che inizialmente aveva sconsigliato, dopo tre cicli tac eseguita 04 2011 documenta una stabilità della malattia .
RISPOSTA
Ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente. Ecco perchè è impossibile esprimere un parere fondato sul caso e senza una conoscenza approfondita. Posso dire che come lei mi scrive la terapia indicata però sta stabilizzando la progressione del male e questo è già un successo.
Un augurio affettuoso anche al suo caro papà
Umberto Veronesi