sospetto febbre dengue

    DOMANDA

    Egregio Professore,
    ho 40 anni e sono stato per la prima volta in Thailandia dal 9 al 20 giugno, precisamente nelle isole di Koh Phangan e Koh Tao. Al sesto giorno di permanenza, per tutta la giornata avverto dolori crescenti alle articolazioni e alla schiena, in particolare nella regione lombo-sacrale, al punto di non riuscire quasi a stare seduto, oltre a debolezza e capogiri. La sera avverto brividi diffusi e misuro la febbre, 37,8. Il giorno successivo la febbre è scesa, ma la notte stessa risale e ho due attacchi di diarrea. La diarrea, non grave (circa 4-5 attacchi al giorno di feci molli ma senza muco né sangue) si è protratta per circa 10 giorni. Ad oggi (sono passate ormai 3 settimane) ho una febbricola intermittente (cresce fino a 37,3 nelle ore diurne e scende la sera) con costante astenia e un leggero mal di testa. Il medico di base ha prescritto le seguenti analisi ematiche:
    emocromo con formula
    VES
    PCR
    Creatinina
    Glucosio
    funzionalità epatica (AST, ALT, ALP, GGT); oltre a coprocoltura per la ricerca di:
    salmonella
    shygella
    campylobacter.
    Tutte le analisi riportano valori ematici assolutamente nella norma e coprocoltura negativa.
    Attendo una visita infettivologica fissata per il 14/07. Il medico di base valutando i sintomi esclude la possibilità che si tratti di febbre dengue. Chiedo cortesemente se anche Lei escluderebbe un’analisi sierologica specifica per la dengue e quali altre analisi consiglierebbe eventualmente nel mio caso.

    RISPOSTA

    Gentile Lettore,
    non è questa la sede per formulare alcun sospetto diagnostico. Posso solo concordare con l’esecuzione di una visita infettivologica e che lei continui ad essere seguito da un sanitario al fine di chiarire il quadro clinico da lei presentato. Per quanto attiene il quesito relativo alla dengue, stante che questa forma morbosa può simulare altre malattie, può senz’altro procedere, senza che questo costituisca un particolare sospetto, all’esecuzione degli esami specifici.
    Per quanto attiene eventuali altri esami, essendo il quadro clinico da lei presentato aspecifico, mi rimetto alla decisione dei colleghi che l’hanno in cura.
    Cordiali saluti
    Prof. Roberto Cauda