sindrome chiari?

    DOMANDA

    SALVE,PREMETTO CHE SONO MOLTO ANSIOSA E SOFFRO DI VERTIGINI PERSISTENTI DA MESI DIREI DA ANNI MA ULTIMAMENTE SONO CONTINUE TALI DA COSTRINGERMI IN CASA, NON MI RECO AL LAVORO E NON ESCO PER IL TERRORE.HO FATTO RMN ALLA CERVICALE E MI SONO STATE RISCONTRATE DUE ERNIE C3C4 E C5C6 LA PRIMA IMPRONTA IL SACCO DURALE. L’OTORINO DICE CHE NON C’ENTRA L’ORECCHIO MA MI MANDA A FARE RMN ENCEFALO PER SOSP. SINDROME CHIARI.

    LA RMN CITA COSì:DISCRETO PROLASSO (5MM.) TONSILLE CEREBELLARI. NON EVIDENTI ALTERAZIONI DELL’INTENSITA DEL SEGNALE DEL PARENCHIMA ENCEFALICO. STRUTTURE LINEA MEDIANA IN ASSE.SISTEMA VENTRICOLARE E SOLCHI DELLE CONVESSITA CEREBRALI SIMMETRICI E AMPIEZZA NORMALE.NORMALE CONFIGURAZIONI DELLE CISTERNE PERIASSIALI.RICONOSCIBILI E PERVI I VASI ARTERIOSI INTRACRANICI.NORMALE VUOTO DI SEGNALE NEI PRINCIPALI SENI VENOSI.NON APPREZZ FORMAZIONI ESPANSIVE NEGLI ANGOLI PONTO CEREBELLARI.NO CONFL. NEURO VASC.

    DA QUANDO SO’ DELLA S. DI CHIARI VIVO NEL TERRORE.

    BISOGNA INTERVENIRE? GRAZIE

    RISPOSTA

    Che disastro questa medicina dell’immagine. E bella domanda la sua ! L’Arnold-Chiari è una condizione malformativa nella quale le tonsille cerebella sono, di tanto o di poco, impegnate nel canale. Nel suo caso lo sono molto “di poco”, ma non è possibile escludere che, anche nella loro limitata discesa, non possano essere responsabili della sintomatologia vertiginosa. D’altra parte non è possibile neppure affermare con certezza che di questa sintomatologiza sono sicuramente responsabili. Nessun neurochirurgo che accettasse di operarla potrebbe assicurarle la riuscita dell’intervento in questo senso limitato (riguardo alla sua sintomatologia vertiginosa). Per farmi perdonare il mio responso un pò sibillino, sappia comunque che l’intervento, nella sua misura “minima”, di osteotomia per l’allargamento del forame occipitale, non presenta alcun rischio, se non quelli di base (infezioni, ematomi) comuni a tutti gli interventi di neurochirurgia. E’ poi un’affermazione interessante, la sua, quella di vivere nel terrore. Non ci rido affatto e mi chiedo cosa avrei fatto io se mi avessero diagnosticato anni fa una simile condizione anatomica. Rappresenta certamente, questa condizione anatomica, legame con le vertigini a parte. un fattore di rischio in condizioni critiche che nella vita si possono pur incontrare (aumento della pressione endocranica acuta, per esempio, per via di un trauma cranico). Potrebbe questa condizione essere un fattore “tanatologico”, uno tale da portare a morte acuta inspiegabile ? io credo di sì, o almeno così è descritto nella letteratura. Allora, valutando i pro ed i contro, avendo io (che sono del mestiere), una ragionevole certezza della innocuità (della non morbilità) dell’intervento, avrei considerato seriamente la possibilità di quello. insomma, io mi sarei fatto operare. Guardi comunque che il mio parere non vuol essere dogmatico , ma, mettendomi nei suoi panni io mi sarei comportato in questo modo.