ipotrofiamuscolare e artrosi severa

    DOMANDA

    Soffro di una forte artrosi di una grossa ipotrofia alle gambe(che mi ha provocato 3 ernie) e in generale di problemi muscolari.
    Fino a qualche mese pensavo di avere una malattia degenerativa ma nel corso degli anni è stata sempre smentita da esami di vario genere: emg, biopsia, RM tutte negative.
    L’unico dato che ho e che è all’origine di tutti i miei mali è una “iperlattacidemia” scoperta al Niguarda nel luglio del 2011 tramite un test sottosforzo che evidenzia un aumento del lattato. Ho saputo dal mio gastroenterologo che la iperlattacidemia può anche essere secondaria è pertanto dipendere dal metabolismo glucidico consigliandomi pertanto un consulto endocrinologico.
    Mi aiuti per favore xchè mi sto letterelamente consumando (le mie gambe sono diventate uno stecchino).
    Può dirmi che esami posso fare per vedere se questo iperlattacidemia dipende da qualche ghiandola?
    la ringrazio per la sua risposta

    RISPOSTA

    Gentile Sig. Conte

    La principale fonte di energia del nostro corpo è il glucosio. Il glucosio produce una piccola quantità di energia attraverso la scissione in acido piruvico (detta glicolisi anaerobia), poi l’acido piruvico entra (sottoforma di AcetilCoA) nei nostri mitocondri dove viene bruciato in presenza di ossigeno producendo grandi quantità di energia. Quando c’è poco ossigeno, la seconda parte tende a non avvenire, si accumula piruvato che viene prontamente trasformato in acido lattico. Acido lattico in grandi quantità può provocare sintomi da lievi (crampi) a molto gravi (quando anche il sangue diventa “acido”). Evenienze tuttavia molto rare, se non provocate.
    In genere un aumento di acido lattico è provocato da sforzi fisici senza allenamento (lo sanno bene gli atleti) o da malattie metaboliche in genere congenite. Probabilmente Le hanno già fatto questi esami, in genere di competenza di un neurologo.
    In ogni caso, la terapia migliore è cercare di “allenare” i propri puscoli, come un atleta, al fine di aumentare il numero di mitocondri e quindi di diventare capaci di smaltire l’eccesso di acido lattico.
    Cordialmente
    prof. Andrea GIaccari