DOMANDA
Gentile Dottoressa, torno a disturbarla per un consulto a proposito di mio marito (82 anni) che purtroppo soffre di declino cognitivo (ad una visita recentemente fatta gli hanno diagnosticato questo e non alzheimer come temevo). Mio marito ha i problemi che questa malattia comporta perdita (ma non continuativa) di memoria, difficoltà di linguaggio ma riesce a dormire molto…il problema forse reale soo io che sto combattendo in tutti modi questo suo iniziale declino, ci soffro moltissimo perchè non riconosco più las persomna con cui vivom da più di 50 anni; ma ciò che mi premeva chiederle è che ho sentito che il marito di una mia cugina, con gli stessi problemi, ha iniziato una terpai con “aricept” che dicono che possa essere molto efficace per siffatte malattie ha però anche degli effetti collaterali…ora io ho sentio che questi farmaci possono essere anche più dannosi che curativi…la prego mi dica se secondo Lei è opportuno che io possa valutare di potergli dare questo farmaco, sono molto in ansia e ho proprio bisogno di un Suo consiglio.
Resto in attesa e La ringrazio di cuore.
Delia
RISPOSTA
L’Aricept rende solo più “vivaci” i pazienti all’inizio, ma non ferma la malattia e tanto meno la cura. Può dare disturbi gastrointestinali (vomito, nausea, anche importanti) e non va assunta se si hanno problemi di ritmo cardiaco. Non so se è il caso di Suo marito. Ad ogni modo Le assicuro che il farmaco non è “molto” efficace, ma rallenta solo per un breve periodo l’inesorabile cammino della malattia. So per esperienza personale che per i familiari e’ una prova durissima, ma non serve farsi illusioni.