DOMANDA
Buongiorno Professore,
siamo i genitori i un bimbo di 8 anni al quale, dopo la nascita, è stata diagnosticata un’idronefrosi sx ingravescente con calicopielectasia che è passata dai 20 mm iniziali a 35 mm nel 9/2013, misurazione confermata da ecografia effettuata nel 1/2015.
Sono state effettuate 2 scintigrafie, nel 2008 e nel 10/2013, con esisti sostanzialmente sovrapponibili. Il referto dell’ultima riporta: «Rene sin. con parenchima assottigliato e modicamente ipocaptante, lievemente ipofunzionante (funzione relativa 41% pressoché sovrapponibile all’indagine precedente) con dilatazione e stasi calicopielica di natura non ostruttiva»
Nel 1/2015 il bambino è stato sottoposto a cistoscopia il cui referto recita: «introduzione del cistoscopio, OU in sede, il sinistro è cateterizzabile con CH5 solo per alcuni mm, iniezione del contrasto che evidenzia uretere di normale aspetto con restringimento serpiginoso a livello della giunzione pieloureterale. Il contrasto viene comunque iniettato nel bacinetto evidenziando ectasia calicopielica».
La patologia non ha mai dato sintomi: né coliche né infezioni e lo sviluppo è normale.
Sulla base dell’ultimo esame ci è stato suggerito di sottoporre il bimbo ad intervento per picloplastica.
Le chiediamo un parere circa la necessità di effettuare l’intervento e, in caso positivo, quali tempistiche ci suggerirebbe, poiché il bimbo recentemente è stato operato per criptorchidismo e non vorremmo sottoporlo ad un altro stress.
Cordialità
RISPOSTA
La situazione è tale per cui cui entrambi le scelte di intervento o attesa con controlli seriati possono avere delle ragioni.
Io non avrei dubbi nel consigliarvi l’intervento: la funzione del rene affetto ridotta, anche se non è ultimamente peggiorata, e l’incremento dell’idronefrosi nel tempo ne sono le principali ragioni. Se decidete per l’intervento fatelo subito che senso ha rinviare. Se volete attendere scegliete allora di farlo continuando i controlli programmati.