Vuoto profondo, cosa ne pensa?

    DOMANDA

    Gentile professor Mian, oggi è stata una domenica orrenda:ho mangiato e rimesso due volte e, per farlo in santa pace, ho raccontato un pò di bugie per restare sola. E ora il mio vuoto è ancora più profondo. A volte mi sento forte e quasi felice,penso di avere molto:a33 anni ho un lavoro, insegno alla scuola primaria con contratto a TI, nel mio paese, ho una casa mia pur preferendo vivere con i miei, una laurea, un paio di amiche per uscire ogni tanto. Dicono che sono carina ma io sono ossessionata dal peso, dall’età che avanza, dalla fatto che sono single. E poi c’è mia mamma, che invece di pensare alla sua di vecchia, vuol pensare alla mia: mi rinfaccia che sono anoressica e per questo verrò solo allontanata dagli uomini.Oggi tra le altre cose, ho maneggiato un boccettino diansiolitico..con pò di alcol e qualche altro farmaco potrei metter fine a questa lotta contro me stessa, che dura da 14 anni, che mi ha consumatol’anima.Fisicamente ora sto benino, peso 45 Kg per 160 cm.Ma sono stanca, non trovo pace: sciupo ore e ore, giorni, anni in bagno a rimettere. E intanto gli altri crescono, io mi distruggo nello status quo e il divario tra chi vive e me si approfondisce.Quando pesavo 33 Kg stavo meglio: oggettivamente mi ero messa fuori gioco; ora invece mi chiedo perchè non trovo l’amore? perchè vengo sistematicamente rifiutata appena mi innamoro?I miei genitori non sanno della mia bulimia,sonopreoccupati per mia sorella in cura al centro di Gussago(vive a BS con il marito).Bea

    RISPOSTA


    Cara Beatrice,

    solitamente, come logica vuole, comincio a rispondere ai quesiti partendo dall’inizio.

    Nel suo caso, andrò a ritroso, ossia partendo dal fondo, precisamente dalla sua domanda: «Perché vengo sistematicamente rifiutata appena mi innamoro?».

    Forse perché ancora non si è mai innamorata di se stessa?

    Da come si descrive, lei ha tutto ciò che molti vorrebbero avere: un lavoro sicuro, una casa, un aspetto gradevole e delle amicizie.

    Eppure non le basta e, per sua stessa ammissione, stava meglio quando pesava 33 kg perché si era messa fuori gioco, come dice lei.
    Ecco, “mettersi fuori gioco” significa non amare se stessi, non concedersi l’opportunità di rischiare e “vincere” perché, a volte, la paura di vincere è persino più forte di quella di perdere: vincere comporta assumersi delle responsabilità, vivere attivamente e non passivamente.

    Ora, che ha un peso che per lei è più gestibile (ma che rappresenta un marcato sottopeso, guardi http://www.emanuelmian.it/b.m.i..html ), lei continua a volersi mettere “fuori gioco” e si aggrappa a problemi che, pur non essendo disagi veri e propri, percepisce come catastrofi: perché a 33 anni si è nel pieno della giovinezza e non è ancora tempo di essere ossessionati dall’età che avanza.

    Si dia il tempo per le preoccupazioni, che sicuramente non è ora.

    L’unica preoccupazione che non prende in seria considerazione, per quanto riguarda la cura, è proprio l’affrontare il peso, il cibo ed alcuni pensieri che mi ha riferito avere nell’ultimo periodo.

    Si faccia aiutare, con fiducia, perché molto può fare.

    A 33 anni, con una situazione di stabilità lavorativa come la sua, si possono fare progetti, si possono avere speranze e ambizioni: ci si può amare.

    Impari a volersi bene se vuole che anche gli altri gliene vogliano.

    Si innamori di lei, solo così verrà corrisposta da chi desidera.

    Dia valore anche a ciò che dice, non usi le parole come se fossero prive di significato: dice che ha sprecato gli anni a rimettere e che teme la vecchiaia che avanza, queste due cose sono in forte contraddizione.

    Resti nel suo presente da giovane, parli anche con i suoi genitori e non sprechi altro tempo facendo ciò che ha sempre fatto.

    Buona nuova vita.



    Emanuel Mian