klebsiella

    DOMANDA

    salve sono una ragazza di 30 anni, e vorrei il parere di un infettivologo diverso da quello dell’ospedale dove sono stata in cura. Ho subito a fine novembre 2012 un reimpianto uraterale a causa di un endometriosi severa. Durante la degenza in ospedale ho preso la klebsiella pneumonia. Dall’ultima urinocoltura fatta in ospedale risulta una carica batterica di 1.000.000 UFC/ml. Sono stata ricoverata nei primi di gennaio perchè ho avuto la febbre alta per un giorno ma nel momento del ricovero la febbre era assente. In ospedale mi è stato detto che non possono fare nulla finche non ho febbre alta (38,5°) per almeno 2 giorni consecutivi cosi possono farmi l’ematocoltura e darmi l’antibiotico, ma solo se il batterio è arrivato nel sangue,altrimenti no, in quanto l’antibiotico è nefrotossico e neurotossico. In questi giorni devo ripetere l’urinocoltura ma non credo che ci sia un miglioramento perchè sento ancora bruciore durante la minzione. La mia domanda è questa: è vero quello che mi è stato detto in ospedale? possibile che non si sia un antibiotico o un altra soluzione che mi possa aiutare?
    Grazie per la sua disponibilità.

    RISPOSTA

    Gentile utente, i batteri che si contraggono in ospedale sono spessi molto resistenti agli antibiotici, normalmente si cerca di non usarne quando i sintomi sono minimi. in questo modo più si lasciano i batteri liberi dalla pressione dai farmaci più è probabile che ritornino ad essere sensibile anche ad altri antibiotici. Se d’altro canto si continuano ad usare antibiotici per controllare un’infezione cronica ( o meglio una colonizzazione) più è facile che i batteri non rispondano più ad alcun antibiotico e che l’infezione possa diventare veramente grave.
    Le consiglierei quello che hanno proposto i colleghi, faccia delle urocolture regolari, cerchi di evitare l’uso di antibiotici. Se i sintomi urinari sono troppo fastidiosi provi a sentire ancora un infettivologo. NON si fidi di che le consiglia di usare antibiotici in profilassi