DOMANDA
Gent.mo Prof. Sciarra Mio fratello (57 anni) sottoposto a radioterapia prostatica nel luglio 2008 ha ora il PSA alto (prima si è abbassato, poi dal settembre 2009 è risalito). Visita urologica di questi giorni: Diagnosi: verosimile ripresa biochimica.Eseguita all’inizio di maggio una tomoscintigrafia globale corporea(PET) con somministrazione per via e.v. di: 370 MBq. di 11C-Colina. Referto: L’indagine tomoscintigrafica globale corporea ha dimostrato la presenza di tenue e diffuso iperaccumulo del radiofarmaco a carico di entrambi i lobi della ghiandola prostatica (vedi immagini, SUV max=2,2). Tale reperto è compatibile con esiti flogistici del recente trattamento radioterapico non potendo tuttavia escludere con certezza la persistenza di un focus di malattia residua. Utile controllo radiologico evolutivo. Non altri reperti di rilievo. Eseguito il PSA una settimana dopo: 6,20. Ora i medici indicano come trattamento l’ormonoterapia. Al riguardo vorrei un suo parere. Grazie
RISPOSTA
Un aumento del PSA dopo radioterapia per carcinoma prostatico indica sicuramente una ripresa di m,alattia. La negativita’ della PET TC per manifestazioni secondarie sistemiche puo’ far pensare ad un problema ancora locale anche se una micrometastatizzazione nnon evidente alla PET e’ possibile. Comunque sia la scelta terapeutica possibile e’ solo quella di una terapia ormonale con un blocco androgenico progressivo ad iniziare da LHRHG analoghi monitorizzando poi nel tempo sia il PSA che la cromogranina A come possibile indice di differenziazione neuroendocrina del tumore.
Alessandro Sciarra