Il colon irritabile può avere cause neurologiche?

    DOMANDA

    Buongiorno sono una giovane donna di trenta anni che da circa dieci convive con il colon irritabile (gonfiore, flautolenza ,diarrea).In questi ultimi anni ho scoperto di avere anche una forte vestibulite vulvare che sto guarendo, anche se il ginecologo mi ha detto che devo curare il colon irritabile per risolvere in maniera risolutiva la vestibulite. In questi anni ho provato di tutto per risolvere il problema IBS ho fatto molte analisi e una gastroscopia per vedere se ero ciliaca ,ho fatto prove di intolleranza, ho fatto per ben un anno anche una dieta senza zuccheri, lievito, glutine, alcolici e caffè ma anche questa dieta ferrea non ha sortito nessun risultato. L’unica cosa di cui mi sono resa conto è che il mio intestino si “risveglia” con me cioè riattiva la sua iperattività quando mi sveglio la mattina ,infatti di notte non provo mai dolori o fastidi intestinali…e non si irrita con un particolare cibo, ma a prescindere da quello che mangio, ho notato che l’intestino incomincia a “irritarsi” appena mastico prima ancora che il cibo sia nell’ intestino e ho notato che a volte solo il bere acqua (al naturale a temperatura ambiente) mi fa riaccendere la flautolenza. A questo punto mi chiedevo visto che la vestibulite vulvare è di natura neurologica potrebbe anche il mio intestino essere vittima di qualche “sfasamento” del s.nervoso? quali esami devo effettuare per scongiurare una connesione sistema nervoso colon irritabile. (NB sono negativa alla fibriomialgia). Grazie

    RISPOSTA

    Gentile Signora,
    la sintomatologia da Lei riferita sembra inquadrabile nell’ambito della diagnosi di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS). In questa ipotesi non è mai opportuno sottoporsi a diete drastiche che poco hanno a che vedere con la IBS. Al contrario come emerge anche dal suo racconto la componente psicologica è prioritaria. Ne consegue che la risoluzione o l’attenuazione della sintomatologia passa spesso preferibilmente attraverso la psicoterapia e in particolare la terapia cognitivo-compartimentale.
    Distinti saluti
    Dr S. Peralta