Sindrome dell’abbandono?

    DOMANDA

    Buonasera dott.ssa, ho 44 anni, sposata da 13 e un figlio di 7. Sono una persona emotiva e molto timida tanto che ancora adesso divento rossa quando parlo con le persone, a volte persino con i miei familiari. Il mio matrimonio non è dei migliori: con mio marito ho poche cose in comune, non andiamo d’accordo quasi su niente e quando litighiamo mi insulta e ferisce con parole molto pesanti. Per lui questo è normale tanto da non capire perchè provo rancore e rabbia nei suoi confronti. Ho provato a lasciarlo ma senza riuscirci perchè in me si scatena una tale angoscia, una depressione o non so che, che mi fa stare malissimo quasi da non riuscire più a vivere.Così piuttosto che provare un tale disagio preferisco continuare a vivere con lui nonostante i litigi e le offese. Ora è da 3 mesi che lo tradisco con un mio vecchio amico anche lui sposato. Lui mi ha fatto capire che nonostante l’attrazione per me questo non lo indurrà a lasciare sua moglie. Per questo motivo ho provato a pensare di troncare questo rapporto senza futuro, ma la sola idea di lasciarlo mi procura la solita angoscia, sto malissimo, non riesco nè a mangiare nè a dormire, nè a fare niente. Purtroppo non ci possiamo telefonare e ci vediamo un paio di volte a settimana. Anche il vederlo così poco mi fa stare male fino a tornare a rilassarmi solo nei giorni che lo vedo. Perchè provo queste bruttissime sensazioni, si tratta forse di sindrome dell’abbandono o di depressione? Mi devo rivolgere ad uno psicologo? Grazie

    RISPOSTA

    Ciò che lei riporta come debolezza potrebbe forse essere una forza. Si dichiara emotiva ovvero feconda nel generare sentimenti profondi, a volte di angoscia, altre di soddisfazione e gioia.
    Dia ascolto a ciò che il suo cuore le riporta.
    Segnali di rabbia indicano che un ostacolo si frappone fra lei e un obiettivo che ritiene importante.
    L’angoscia segnala il timore di perdere, di perdersi. La paura sta a significare che percepisce un pericolo.
    Non freni la sua vita emotiva, così ricca e capace di indirizzarla verso le sue scelte.
    Tenga però presente che ogni direzione lei decida di prendere può comportare un flusso di emozioni. Non cada nell’errore di scegliere solo ciò che la fa stare bene.
    Non è il tono dell’emozione ciò che la può aiutare, ma la percezione che ACCOGLIENDO IL SUO VISSUTO EMOTIVO come parte di sé può giungere ad ACCETTARE SE STESSA, per gli aspetti che valuta belli e per quelli più oscuri e problematici.
    Si faccia quindi coraggio con quello che è il suo ‘punto forte’ ovvero il provare tante emozioni. Le accolga senza giudicarle, né sentirsi in colpa per esse (non aggiunga colpa alla rabbia, sfiducia alle espressioni di timidezza ….).
    Vedrà che riconoscendo le sue emozioni come amiche (anche la rabbia, il rancore, la disperazione … anzi soprattutto quelle) troverà se stessa.
    Fatto questo, nessuno meglio di lei saprà quale direzione vorrà dare alla sua vita.