DOMANDA
buongiorno dottore,
Ho 31 anni.I miei disturbi si sono manifestati nel 2006 prima con attacchi di panico molto sporadici, poi, con una mega crisi che io definirei attacco d’angoscia, sono caduta in un periodo nerissimo nel 2007.Ansia, depressione,pensieri ossessivi. Il tutto e’ accaduto in un anno in cui ci son stati sconvolgimenti nella mia famiglia (il matrimonio di mio fratello,la morte di mia zia,la mia laurea).La crisi che mi ha colto e’ stata come la caduta in un incubo pieno di tutte le mie paure..soprattutto della morte di mia madre.Ho avuto un’infanzia complicata, soprattutto a causa della morte di mio padre quando avevo 9 anni.La mia psicoterapeuta, con cui ho iniziato un percorso nel 2008,e’ riuscita ad aiutarmi moltissimo.Putroppo pero’ non sono mai stata davvero bene,nonostante le tante conquiste.Ho trascorso fasi con ossessioni pure(DOC omosessuale,religioso/sui sensi di colpa, paura di far del male a qualcuno,paura del suicidio, derealizzazione),e alla fine,esasperata,ho chiesto al mio medico di base un aiuto, d’accordo con la mia terapeuta.Mi ha prescritto Cipralex 10mg.Mi sono risollevata e, a parte brevi momenti neri, son stata bene.Questa primavera pero’ son stata coinvolta in altri importanti cambiamenti e molto stress,e a inizio estate son crollata.Ora son di nuovo in preda a tutte le mie paure, come se in questi anni non avessi risolto nulla.Non riesco a diventare, pensarmi adulta. Secondo lei ci sono ancora questioni irrisolte da rivedere in terapia?
RISPOSTA
Cara Leonora82,
lei mi sembra consapevole che le sue difficoltà tendano a riemergere di fronte alle fasi di passaggio. Questa consapevolezza, e il relativo benessere conquistato per alcuni anni, sono probabilmente dei segni che l’impegno profuso nella psicoterapia ha portato i suoi frutti. Io non considererei preoccupante che lei abbia delle ricadute e neppure che lei continui ad avere dei punti vulnerabili; tuttavia, se la sua recente sensazione è stata di un crollo, verosimilmente è utile proseguire la psicoterapia, senza scoraggiarsi, con l’obiettivo di imparare a prevenire il più possibile le ricadute, conoscendo i suoi punti deboli, e di imparare a far sì che i momenti di “crollo”, che nella vita sono inevitabili, siano via via sempre meno rovinosi e sempre più brevi.